Milano, via Montenapoleone è tra le cinque vie dello shopping più care di tutto il mondo

Prima della via dello shopping di Milano solo Hong Kong, New York, Londra e Parigi

Non è solo una delle icone della moda e dello shopping italiano. Via Montenapoleone a Milano è una delle vie più care al mondo, soprattuto per i prezzi degli affitti delle sue boutique. La via nel cuore del Quadrilatero, infatti, è al quinto posto nella classifica mondiale delle vie commerciali più costose al mondo, terza in Europa, dopo New Bond Street a Londra e Avenue des Champs Elysees, a Parigi.

Il posto in classifica è una conferma della posizione conquistata nel 2018, secondo il report annuale di Cushman & Wakefield, che analizza i canoni di locazione di 448 location in 68 mercati. 

La classifica delle strade più costose al mondo

Al primo posto nella classifica del 2019 con 25.965 euro al metro quadro annuo di canone, si conferma Causeway Bay, Hong Kong, che resiste alle proteste, anche se le prospettive per il futuro rimangono più incerte. New York con la Upper 5th Avenue si posiziona al secondo posto con canoni a 21.295 euro al metro quadro. Nella via dello shopping di Londra, gli affitti sono aumentati del 2,3% negli ultimi 12 mesi raggiungendo i 16.222 euro al metro quadro. Avenue des Champs Elysées si ferma a 13.992 euro pagati per metro quadro, mentre Via Montenapoleone a Milano si attesta a 13.700 euro al metro quadro all'anno.

A livello europeo, dopo Milano vengono Zurigo e la Kohlmarkt di Vienna a completare la Top 5. La Grafton Street di Dublino è in settima posizione, mentre la Ermou di Atene ha registrato il maggiore aumento dei canoni di locazione (+14%).

Nel complesso, in circa il 70% delle location in Europa, i canoni sono rimasti stabili o sono aumentati rispetto allo scorso anno. L'aumento più considerevole dei canoni di locazione nella Top 10 è stato registrato da Pitt Street Mall a Sydney, che ha messo a segno +17,9% negli ultimi 12 mesi.

Il futuro delle boutique e internet

La ricerca ritiene che il futuro degli store del lusso non è di certo segnato dalla crescita delle vendite online. Queste, spiega Cushman & Wakefield, "continuano ad aumentare in tutto il mondo e sebbene si discuta molto delle sfide che Internet pone agli store tradizionali, il rapporto tra i due è più complesso di quanto non sembri. Anche se la quantificazione del valore dello store è diventata più difficile, il negozio rimane un importante punto di contatto per il consumatore e genera vendite in-store e online, rappresentando una sorta di showroom e creando una più ampia presenza del brand".

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