Offerte di lavoro: il Comune di Milano assume 201 persone a tempo indeterminato, come candidarsi

Come candidarsi per il lavoro in Comune a Milano: ecco quanto si guadagna

Lavorare per il Comune, si apre una buona possibilità per chi è alla ricerca di un impiego. Palazzo Marino cerca 201 diplomate, diplomati, laureate e laureati da assumere a tempo indeterminato. Il profilo professionale è da inserire in amministrazione-contabilità. Lo stipendio iniziale è di 20mila euro annui lordi, più tredicesima e indennità di comparto. 

Il bando: tutte le informazioni e come avvengono le prove

La domanda di partecipazione alla Selezione dovrà essere redatta unicamente in via telematica a far tempo dal 31 ottobre 2019 e non oltre le 12 del 29 novembre 2019.

Qui per candidarsi

Prova preselettiva

Si informa che la prova preselettiva avrà luogo nei giorni al Palalido:

• 5 dicembre 2019 per i candidati dalla lettera “A” alla lettera “L”

• 6 dicembre 2019 per i candidati dalla lettera “M” alla lettera “Z”

Chi può partecipare

REQUISITI

  • cittadinanza italiana o di altro stato appartenente all’Unione Europea o di paesi terzi, secondo i contenuti dell’art.38 D.Lgs. 165/2001. I cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea devono dichiarare di avere un’adeguata conoscenza della lingua italiana, che si intende accertata mediante l’espletamento delle prove d’esame;
  • età non inferiore agli anni 18 (diciotto);
  • non avere limitazioni psico-fisiche allo svolgimento delle attività e delle mansioni previste dal ruolo di cui al D.Lgs. n. 81/2008;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • non essere stati esclusi dall’elettorato attivo e non essere stati destituiti, dispensati o licenziati per persistente insufficiente rendimento da una Pubblica Amministrazione, ovvero per aver conseguito l’impiego stesso attraverso dichiarazioni mendaci o produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile;
  • non essere stati destituiti o licenziati dal Comune di Milano, salvo il caso in cui il licenziamento sia intervenuto a seguito di procedura di collocamento in disponibilità o di mobilità collettiva, secondo la normativa vigente;
  • non essere stati dichiarati decaduti da un impiego statale, ai sensi dell’art. 127, primo comma, lettera d) del Testo Unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 10/01/1957, n. 3;
  • assenza di condanne penali definitive o provvedimenti definitivi del Tribunale (l. 475/1999) che possano impedire, secondo le norme vigenti, l’instaurarsi del rapporto di pubblico impiego, per le quali non sia intervenuta la riabilitazione. A tal riguardo, si precisa che la sentenza emessa ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento) è equiparata ad una pronuncia di condanna in applicazione dell’art. 445 c. 1 bis c.p.p.; 
  • per i candidati di sesso maschile: avere una regolare posizione nei riguardi degli obblighi militari di leva ovvero non essere tenuti all’assolvimento di tale obbligo a seguito dell’entrata in vigore della Legge di sospensione del servizio militare obbligatorio

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