La posizione di Cna Lombardia: appello per 26.000 imprese lombarde del settore. “Il governatore Fontana dia una spiegazione allo stigma delle categorie del benessere”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano, 13 maggio 2020 - In mattinata abbiamo appreso le dichiarazioni del governatore Fontana pubblicate sul Corriere della Sera, per cui Regione Lombardia starebbe temporeggiando sulle riaperture in attesa delle linee guida INAIL per i vari settori, per poterle incrociare con i dati epidemiologici della Fase 2 e valutare solo in un secondo momento la fattibilità della riapertura delle attività di acconciatura e estetica. Ci domandiamo perché ancora non ci siano dati epidemiologici solidi e in quale modo il loro incrocio con le indicazioni INAIL potrà produrre una strategia di cui abbiamo bisogno. Nel frattempo l’ “epidemia” degli operatori abusivi si espande, in spregio alle norme e agli operatori corretti, in spregio alla sicurezza e alla salute delle persone. Acconciatori ed estetiste in molte altre regioni italiane hanno ricevuto una risposta: una data per riaprire, delle indicazioni per farlo in sicurezza, un aiuto a fondo perduto per colmare almeno una parte delle gravose perdite di fatturato. La disperata necessità di riaprire è la naturale conseguenza del completo abbandono di una categoria di imprese, quasi sempre artigiane, che dal 12 marzo stanno affrontando costi fissi che oscillano mediamente tra i 2 e i 6 mila euro mensili, con in tasca un bonus di 600 euro e la speranza di ricevere quantomeno la cassa integrazione per i propri dipendenti. Non è a rischio la competitività di queste imprese, ma la loro sopravvivenza. Per le 26000 imprese lombarde del settore si prospetta un fatturato ridotto almeno del 35% su base annua. L’ossigeno serviva già un mese fa, sono sempre di più le saracinesche che difficilmente verranno rialzate in futuro. La tanto richiesta libertà alle regioni è stata data, Regione Lombardia dimostri di avere una strategia solida per la gestione di un ritorno alla normalità chiaro e definito, che non passi attraverso azioni politiche che stigmatizzano un settore - quello del Benessere - che più di altri fonda la sua operosità e credibilità sulla seria gestione delle norme e delle prassi di sicurezza igienica. Daniele Parolo, Presidente CNA Lombardia Stefano Binda, Segretario CNA Lombardia

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