Reddito di cittadinanza, i ricorsi degli stranieri contro la certificazione delle proprietà all'estero

Simile al "caso Lodi": si escludono o si "congelano" persone che provengono da Paesi in cui è complicato rintracciare documenti ufficiali sulle proprietà immobiliari

Repertorio

Diversi mesi fa, aveva fatto il giro del web il caso di quella signora che, mentre chiedeva il reddito di cittadinanza introdotto dal governo Lega - Movimento 5 Stelle, pubblicava su Facebook l'annuncio dell'affitto di una casa vacanza in una nota località marittima. Presumibilmente percependo compenso "in nero", o questo era stato il sospetto di molti. 

Di abusi del genere chissà quant'è pieno l'universo del reddito di cittadinanza; eppure la normativa ha preferito concentrarsi su altri "abusi" chiedendo (come requisito) la certificazione sulle proprietà all'estero da parte degli extracomunitari. Una stora già sentita? Ma certo: all'epoca delle mense scolastiche di Lodi (e in verità anche di altri Comuni italiani). Poiché non riesco, materialmente, a certificare se possiedo una capanna in un villaggio sperduto del Gabon (per dire, e senza offesa, chiaramente), non posso presentare domanda per una riduzione di tariffa, anche se mi barcameno con lavoretti occasionali da poche centinaia di euro.

Col reddito di cittadinanza sta accadendo la stessa cosa. Uno strumento per combattere la povertà, dicevano quelli del precedente governo, ma complicando (di parecchio) le procedure a una precisa categoria di persone: gli stranieri extracomunitari che vivono in Italia. Ne sa qualcosa l'Asgi, Associazione studi giuridici sull'immigrazione, che sta presentando diversi ricorsi contro il "congelamento" delle domande per questi cittadini, che tra l'altro devono anche essere soggiornanti di lungo periodo (almeno 10 anni). 

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Intanto il governo pubblicherà l'elenco dei Paesi presso i quali viene riconosciuta l'impossibilità di recuperare le informazioni richieste dalla normativa sul reddito di cittadinanza. Coloro che provengono da quei Paesi sarebbero a quel punto "esonerati" da ricerche "impossibili" sulle proprietà all'estero. E c'è la beffa di chi, chiedendo il reddito di cittadinanza, automaticamente ha perso il precedente reddito di inclusione, e adesso è nel "limbo" dell'attesa (e non ha più un sussidio del genere).

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