Psicosi da Coronavirus a Milano, ristoranti in crisi nera: un locale costretto a chiudere

Il dato emerge da una ricerca di una nota piattaforma. E nel frattempo un ristorante ha abbassato la serranda "fino a data da destinarsi a causa delle fake news"

Una foto di uno dei precedenti capodanni cinesi a Milano

Non c'è nulla di cui avere paura e anche se i virologi continuano a ripetere che l'epidemia di Coronavirus non si trasmette attraverso il cibo continuano a calare i clienti nei ristoranti cinesi. Anche a Milano.

All'ombra della madonnina il dato è impressionante: secondo quanto riportato da TheFork le prenotazioni online nei ristoranti asiatici sono in "drastico calo". "La discesa — spiegano dalla società — è iniziata a partire dal 20 gennaio, quando anche su Google Trends c’è stato un aumento delle ricerche del termine "coronavirus", che è ulteriormente cresciuto nella settimana del 27 gennaio". In 14 giorni la piattaforma ha registrato "un calo del 43% delle prenotazioni nei ristoranti cinesi". Locali cinesi ma non solo: sempre nello stesso periodo l'azienda ha registrato una diminuzione delle prenotazioni nei ristoranti giapponesi pari al 32%. La colpa è quasi sempre della psicosi fomentata dal Coronavirus dato che negli ultimi mesi "le prenotazioni erano state in linea con gli anni precedenti".

Per cercare di combattere la psicosi si è mosso anche il mondo politico milanese. Nella giornata di venerdì l'assessore al commercio Cristina Tajani ha pranzato in un ristorante cinese di via Sarpi insieme al rappresentante della comunità cinese Francesco Wu e al segretario generale di Confcommercio Milano Marco Barbieri. Il loro obiettivo era uno solo: dire "Stop" alle fake news sulla diffusione del temutissimo virus. Nella serata di domenica, invece, una delegazione del Pd ha cenato in diversi ristoranti della Chinatown milanese. La piattaforma TheFork, invece, ha annunciato "un’azione eccezionale di comunicazione per promuovere i ristoranti asiatici".

Il ristorante cinese: "Troppe fake news, chiudiamo"

E la psicosi creata dalle fakenews è la causa che ha fatto chiudere "fino a data da destinarsi" un locale di Milano: il Wheat Restaurant di via Bambaia. L'annuncio della serrata è stata annunciato proprio dagli stessi ristoratori attraverso un post su Facebook.

Dopo una lunga e dolorosa riflessione sul quello che sta succedendo nel mondo e sopratutto in Italia. Con grande rammarico vi devo comunicare che abbiamo preso la decisione di chiudere per un po’ e sperare che le fake news finiscano. Alla fine siamo un ristorante che usa materia prima prevalentemente proveniente dall’Italia al massimo dall’Europa tutto quanto tracciabile in quanto vogliamo offrire la freschezza nei nostri piatti e sicuramente ordinarlo dalla Cina la verdura o il pesce o la carne ci conviene assai meno di prenderlo al supermercato dietro casa. Dal 02 febbraio 2020 giorno in cui avremmo dovuto festeggiare il capodanno cinese nella Chinatown milanese abbiamo deciso di chiudere fino a data da definirsi.

Gli esperti: "Nessun rischio nei ristoranti cinesi"

"La comunità cinese che vive in Italia è una comunità che, appunto, risiede in Italia, mentre le persone a rischio sono quelle che sono state nelle zone interessate della Cina negli ultimi 15 giorni". Inoltre, "attualmente non abbiamo evidenze che il coronavirus si trasmetta attraverso il cibo o per via alimentare o anche da oggetti inanimati come giocattoli, vestiari o altri tipologia di materiale". A dirlo, in un video postato sul canale YouTube del portale di epidemolgia "Epicentro", è il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un video web che fa il punto sul coronavirus.

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