"Troppo lavoro e sicurezza a rischio": scoppia la rabbia dei drivers Amazon, stop a consegne

I drivers Amazon hanno incrociato le braccia dall'alba di venerdì. Ecco cosa chiedono

La protesta dei lavoratori Amazon - Foto Fabio Galesi

Chiedono, almeno, più sicurezza e più soldi. È esplosa, di nuovo, la protesta dei fattorini Amazon, che venerdì mattina - a partire dalle 6.30 - hanno deciso di incrociare le braccia per mandare un segnale forte al colosso dell'e-commerce. 

I presidi sono partiti all'alba fuori dagli impianti di Origgio, via Toffetti a Milano e via dell'artigianato a Buccinasco, dove si trovano le ditte che hanno in gestione, in subappalto da Amazon, le consegne dei pacchi ordinati online. 

"Carichi di lavoro insostenibili"

"Ci troviamo di fronte a carichi di lavoro insostenibili e nastri lavorativi inutilmente prolungati con straordinari spesso non retribuiti", hanno spiegato dalla Filt Cgil lombarda. La situazione, stando al sindacato, è nata dopo l'esponenziale aumento degli ordini degli ultimi anni, che ha convinto Amazon ad aumentare il numero delle società in subappalto oltre che a creare due nuovi poli logistici.  

L'altro lato della medaglia, però, - questa la teoria della Cgil - è un'eccessiva "frantumazione della filiera e un continuo spostamento di rotte da un azienda all'altra che portano al costante travaso di personale senza le dovute garanzie ed un vero coinvolgimento del sindacato".

"Un drivers Amazon consegna il doppio dei colleghi"

La prima richiesta sul tavolo è una diminuzione del lavoro perché - spiegano gli operai - "oggi un driver di Amazon consegna circa il doppio dei pacchi di un collega che opera per i principali player della logistica". E le conseguenze sono inevitabili: "I ritmi frenetici e gli eccessivi carichi mettono costantemente a rischio la sicurezza dei drivers e - sottolineano dal sindacato - aumentano incidenti e multe che ricadono sui lavoratori e sulle retribuzioni". 

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"Amazon - chiude la nota - deve capire che i drivers rappresentano l'immagine stessa della multinazionale, e sono uomini e donne che hanno il diritto ad una vita lavorativa sicura, con salari adeguati e un'organizzazione del lavoro equa e dignitosa". Un discorso che gli stessi drivers hanno racchiuso in uno striscione apparso fuori dagli impianti: "Amazon siamo anche noi". 
 

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