Andrea Clementi | "Non drammatizziamo è solo questione di corde"

Mostra d'arte contemporanea

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

È una questione di intrecci, di accenti, di dettagli che subito si rivelano fondamentali per entrare nel mondo di Andrea Clementi, scultore originale nei modi e nel materiale scelto: la corda. Già un primissimo approccio a questa mostra al Cubet, aiuta a superare il falso problema della scultura che è tale solo se scolpita dal blocco di pietra o dal legno. Quella di Andrea è una scultura ambigua per diverse ragioni e quindi intrigante. In primo luogo, perché contiene una forte vocazione simbolica, una tensione verso la dimensione oggettuale, che ricorda certe lavorazioni preziose dei tappeti persiani, che convivono nello spazio reale e virtuale cercando una fusione tra seconda e terza dimensione. In secondo luogo, perché si colloca sul delicato incontro tra astrazione e figurazione, in quello spazio di dialogo che sta in mezzo alla rappresentazione di idee, concetti e l'evocazione di figure che traggono spunto dal mondo animale e vegetale. Tutte queste affascinanti, misteriose e apparenti contraddizioni, in realtà contribuiscono a rendere autonoma e originale la ricerca dell'artista vicentino, aggiungendo elementi sentimentali e razionali. Il tutto senza furia, senza forzare le cose; Andrea non guarda mai l'orologio e sa che per fare le cose ci vuole il suo tempo e lui non si preoccupa, si occupa e tanto. Luca Rendina

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