Annunciata la stagione 18/19 del Teatro della cooperativa

STAGIONE LANZMANN

Da sempre il Teatro della Cooperativa dedica la stagione a un personaggio, a un evento o a un tema particolare; lo ha fatto con Miran Hrovatin, l’acqua, il teatro comico, Nori e Giovanni Pesce, Franco Basaglia, la bicicletta, Franca Rame, Giorgio Strehler… Il 17 novembre di ottant’anni fa nel nostro Paese entrarono in vigore le leggi razziali. Uomini, donne, anziani e bambini ebrei furono deportati nei lager e sterminati. Una macchia indelebile, aggravata dai tentativi di rimozione o di addossare, più o meno maldestramente, tutte le responsabilità ai nazisti, minimizzando quelle di Mussolini e degli italiani. L’unica possibile forma di riscatto che ci viene data oggi è ricordare, senza sconti e omissioni, quello che è avvenuto, anche per evitare che in futuro si possano ripetere orrori di tale portata. Per questo dedichiamo la stagione a Claude Lanzmann, il cui docufilm Shoah, una pietra miliare tuttora sconosciuta ai più, dovrebbe essere materia d’insegnamento nelle scuole, soprattutto in un momento in cui il populismo, che significa razzismo, xenofobia, nazionalismo e fascismo, sta prendendo pericolosamente piede nell’Italia di oggi, in Europa e nel mondo. Anche per questo ringrazio il Piccolo Teatro e il Teatro dell’Elfo che riproporranno Matilde e il tram per San Vittore e Mai morti. Il Teatro della Cooperativa si inserisce in una dimensione genuinamente popolare dove a spettacoli di impegno e sulla Memoria − con autorevoli presenze femminili, da Giulia Lazzarini ad Arianna Scommegna − si alternano appuntamenti di carattere comico con Cornacchione e Sgrilli, Debora Villa, Ippolita Baldini e i “veterani” Loizzi, Taurino e Marangoni. A inizio stagione una novità, sicuramente gradita al nostro pubblico, sarà la rassegna Cioni Mario, con tre proposte scelte insieme a Paolo Rossi, Giuliana Musso, Milvia Marigliano e Sergio Pierattini. Sul palco nudo, come nell’omonimo capolavoro di Roberto Benigni del 1985, un solo attore ci accompagnerà in un viaggio nelle periferie del mondo e della mente. In copertina uno dei disegni sui migranti che Lele Luzzati aveva realizzato per La nave fantasma e in fondo a questa pagina due opere di Ugo Pierri sulla Shoah. Le due tragedie sono diverse, ma non comprendere il pericolo di certe dinamiche in atto significa essere complici, non ciechi. Buona stagione a tutti. Renato Sarti

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