Arte e ingegno

Mostra collettiva dal 14 al 30 novembre presso la Galleria Arcadia Art Gallery sul Naviglio Grande

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Nella Galleria Arcadia Art Gallery di Milano, il 14 novembre alle ore 20.00, sarà inaugurata la mostra “Arte e Ingegno”, con la partecipazione di Federico Caloi che con la sua sensibilità ci farà percepire le sensazioni trasmesse dalle opere degli artisti. Gli artisti che parteciperanno all’evento sono: Gianni Bandinelli Franco Bianchi - Poteca Sonya Cipro Gianantonio Cristalli Alessandra Silvia De Simone Ilaria Grassi Grassini Laura Martucci Emanuela Montorro Dario Murri Marco Tansini Zoran Vuckovic   C’è un una potenza immaginifica nel titolo “Arte e ingegno” che la galleria Arcadia ha voluto dare a questa mostra collettiva. Il riferimento che lega le due parole è a Leonardo da Vinci, al suo ingegno, inteso come massima espressione dell’intelligenza creativa dell’essere umano e in relazione alla responsabilità che l’arte richiede per essere artisti. In questa ricorrenza Leonardesca, nel cinquecentenario della sua morte, ha un significato particolare celebrare nella sua Milano il processo che, dietro al visibile, prima del compimento dell’opera, viene realizzato dall’artista per arrivare al fruitore. È bene ricordare che le chiuse del Naviglio Grande, proprio qui, dove Arcadia Art Gallery progetta e propone eventi per l’arte, sono state realizzate da Leonardo. Non solo quindi L’ultima Cena è frutto del suo ingegno. Nel corso della sua vita, a Leonardo Da Vinci, non è bastata l’arte, così come non gli è bastata Firenze e poi Milano e infine la Francia. Ecco allora che l’eterogeneità del suo percorso è specchio delle storie di arte che hanno vissuto e che vivono gli artisti presenti in questa rassegna collettiva.  Il percorso di ciascuno degli artisti presenti in “Arte e Ingegno” è policromo, differenti vibrature della creatività che declinano esperienze, ingaggi con la materia, tuffi o permanenze in territori della vita e dell’arte, passaggi in luoghi della mente e del fare che dimostrano come l’esplorazione interiore può portare ad amare o a scegliere un materiale piuttosto che un altro, un linguaggio in luogo di una tecnica. Le opere che scopriamo in questa mostra sono inclinazioni dell’essere, coniugazioni concrete dell’ingegno di ciascuno degli artisti, che ci raccontano, nella loro espressione, una rappresentazione, un presupposto. Sono la prova di un background che, prima ancora di essere tecnico, è ideale, progettuale. Sono frutto di quell’ingegno che porta all’arte attraverso l’impegno dell’intelletto.                                                                                                                  Federico Caloi

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