Bosco Crescenzago una storia d'altri tempi...

Le periferie ove fatichi a trovare un cestino dei rifiuti, ma i negozianti della tanto amata e famigerata via Padova illuminano la via donando quella speranza che vuole vivere nel cuore nei cittadini delle "zone" a rischio quale la "nostra".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano nell'immaginario collettivo italiano è sicuramente la metropoli più frenetica del Bel Paese; una città che vive da sempre di corsa, una metropoli provinciale nella complessità di una globalizzazione mondiale, un comune che fatica a contenere i disagi che provengono in particolar modo dalle periferie, che da sempre aspettano quelle priorità promesse dalle varie amministrazioni che migliorino la qualità di vita eppure proprio da esse nasce lo spunto per una città… Diversa. Le periferie ove fatichi a trovare un cestino dei rifiuti, ma i negozianti della tanto amata e famigerata via Padova illuminano la via donando quella speranza che vuole vivere nel cuore nei cittadini delle "zone" a rischio quale la "nostra". Passeggio per il Naviglio nella sua ciclabile, affianca la mia via Padova, la Martesana costeggia la strada tra ville in stile liberty di rara bellezza che riportano ad un tempo passato ma sempre presente. Dal ponte "vecchio" del rio intravedi uno scorcio che sembra un fotogramma del tempo che fu, guarda ci sono anche i gabbiani… Proseguo e le strade sembrano voler raccontare una storia fatta di manualità, operosità, volontà, ricordata da grandi portoni chiodati, scolpiti da fabbri di ieri che vivono nel ricordo di oggi… Non comprendo il perché e quasi mi perdo quando per magia mi appare il vecchio borgo, i suoi comignoli, una rude cascina con le sue antiche persiane, casette di ringhiera, enorme cortile, una gatta nera avanti all'uscio, apre la vista a ciò che resta dell'antico "Bosco Crescenzago"... E' una storia che parla senza parole, racconta di noi, di come eravamo, delle nostre speranze fatte di sogni, ci dice fortemente chi siamo in virtù di chi eravamo e guardando la chiesa, ristrutturata come parte del borgo, ci si accorge di quanta bellezza è sepolta in angoli spesso dimenticati e lasciati morire… Cosa significa per me questa passeggiata che mi riporta al passato: "credo che tutto ciò sia una ricchezza da valorizzare e non un vecchio rudere da lasciar morire ma non tutti vediamo la stessa situazione". Le periferie sono una ricchezza per la città ma troppo spesse queste vengono solo lusingate ma nella realtà dimenticate e a poco poco lasciate… Morire.

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