Ceas, #PiùFortiDellAcqua: incontro a Milano il 10 dicembre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Il 10 dicembre 2014 alle ore 11.30 si terrà al CeAS - Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus, in via Giuseppe Marotta 8, un incontro con Don Virginio Colmegna e con la Famiglia Moratti. Un momento di attenzione per le criticità che l'Associazione sta vivendo dopo le esondazioni del 12 e 15 novembre che hanno provocato ingenti danni all'intera struttura.

Il CeAS, situato all'interno del Parco Lambro di Milano, ha vissuto diversi straripamenti del Lambro dal 2002 ad oggi e ogni volta si è sempre rialzato, ma gli ultimi avvenimenti lo hanno danneggiato profondamente.

È importante ricordare che la Onlus ospita in media 170 persone all'anno e offre servizi volti all'integrazione sociale. Inoltre, nel centro lavorano oltre 50 persone che ora, con le loro famiglie, vivono una situazione di forte incertezza sul futuro.

Il grande sforzo fatto immediatamente da CeAS ha permesso di non incorrere nell'interruzione di percorsi terapeutici e socio educativi estremamente delicati. Per le persone accolte, già in grave difficoltà, essere sradicati da questo luogo è stato un colpo fortissimo, nonostante si sia operato per garantire la continuità terapeutica. Non possono e non devono essere lasciati soli, soprattutto quando considerano il centro la "loro base sicura".

Per questo il CeAS si deve rialzare ed insieme essere #PiùFortiDellAcqua, perché con l'impegno che lo contraddistingue, e grazie all'aiuto di tanti volontari, associazioni, ragazzi, cittadini responsabili, è riuscito a recuperare il salvabile, ma questo non basta. C'è bisogno di una risposta più forte e di un solido supporto: i danni subiti ammontano a circa 500.000 €, una cifra che nel Terzo Settore equivale alla bancarotta.

Il CeAS, una realtà che lavora nell'operosità silenziosa (facendo la solidarietà nei fatti), chiede ora che anche i mass media sostengano questa campagna, per attirare nuove forze necessarie, per restare ancora una volta in piedi, più forte di prima.

Durante la conferenza, la cittadinanza e la stampa verrà invitata alla festa di Natale del 13 dicembre nei locali fino ad ora salvati e risistemati del centro al Parco Lambro, per richiamare ancora l'interesse e il sostegno nei confronti del CeAS con le diverse iniziative in cantiere.

Il Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus è un'Associazione nata a Milano nel 1986 dalla volontà associativa di un gruppo di persone animate dal desidero di promuovere una società tollerante e accogliente soprattutto per i più deboli, tentando di eliminare l'emarginazione e costruendo una società più giusta e inclusiva.

Il CeAS è oggi un Villaggio Solidale composto da:

Area Salute Mentale - Villetta San Gregorio dove si accolgono persone con disturbi psichici (a novembre 2014 n. 13 ospiti)
Area Dipendenze - Alisei dove si creano percorsi terapeutici di trattamento specialistico per tossicodipendenti in comorbilità psichiatrica (a novembre 2014 n. 9 ospiti)
Area Donne - Casa Ruth la più recente all'interno del CeAS, dove si accolgono minori e madri che vivono storie di violenza familiare e di tratta (a novembre 2014 n. 14 ospiti)
Area Famiglie dove si accolgono nuclei familiari, principalmente di origine Rom, per la re-inclusione sociale (a novembre 2014 n. 37 famiglie rom - 60% minori)
Tutti i percorsi sono legati all'autonomia della persona.

Oltre a questi servizi, il CeAS fornisce anche percorsi per minori stranieri non accompagnati, servizi di ascolto per minori e famiglie sul territorio, servizi di accoglienza e reinserimento di famiglie Rom.

All'interno del CeAS c'è anche il primo Inter Campus rivolto a bambini e ragazzi di diverse etnie, voluto dal CeAS insieme alla famiglia Moratti per fare in modo che il calcio si esprima anche con la sua funzione socializzante di momento strutturato di aggregazione durante il quale i bambini possono giocare creando legami positivi duraturi. Più di 30 bambini di diversa provenienza partecipano agli allenamenti: col tempo hanno iniziato a presentarsi al campetto, ora distrutto dall'esondazione del Lambro, prima dell'arrivo degli allenatori.

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