Escapes

Presso la residenza d'artista Espinasse 31, saranno in mostra le opere di Fabio Pietrantonio, Marcello Silvestre e Marcos Tamargo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Un terreno privilegiato di riflessione per comprendere i valori di un’opera d’arte è il contesto morale e culturale, rappresentato dalle città e dalle strade nelle quali l’uomo vive. Città come luogo e simbolo della complessità umana, strada intesa come spazio fisico dove si lavora, si cresce e ci si costruisce un progetto di vita. La residenza d’artista Espinasse 31 con le sue esposizioni ha evidenziato, in questi due anni di apertura, come lo stesso fenomeno della Street Art è una forma di appropriazione dello spazio urbano e riformulazione estetica, dove la città protagonista si trasforma per opera dell’uomo ed al tempo stesso lo invita a fuggire con viaggi reali o mentali. “Escapes”, in mostra dal 2 ottobre al 2 dicembre, svelerà la complessità dell’essere umano nella sua anima più intima, indagandone il rapporto con la natura, la città e i sentimenti, attraverso le opere di Fabio Pietrantonio, Marcello Silvestre e Marcos Tamargo. Dopo il successo della personale “Over the Gate” a Città di Castello (PG), l’artista piemontese Fabio Pietrantonio presenta uno sviluppo attorno a “Universal Egg” e “Sapienze Universali”: due cicli di lavori che esprimono attualmente un punto nodale del suo percorso di riflessione estetica e poetica. Perseguendo il legame materico di Alberto Burri, Pietrantonio interpreta la Natura, indagandone la sua anima più profonda e cercando sempre di coglierne la verità nella sua forma più essenziale. Fortemente influenzato dal misticismo sciamanico che ha avuto modo di conoscere in Australia, durante lunghi periodi di convivenza con gli aborigeni, l’artista ha sviluppato uno stile primitivo e metafisico allo stesso tempo. Da questa profondo rapporto di suggestione ne è nata una produzione nella quale si indaga l’originario legame che unisce l’uomo alla natura che si esprime sul piano formale in un’incantata esplorazione della materia privilegiando principalmente elementi naturali come sabbia, metalli, tessuti, pietre, legno, resina, dal richiamo fortemente primitivo e ancestrale.. “La Natura è per me il miglior antidoto all’alienazione dell’uomo nella società contemporanea, l’unica possibilità per vivere una vita non contaminata dal progresso e dall’industrializzazione. Il rapporto che c’è tra le mie opere e la natura è stretto come un nodo che non si riesce a sciogliere”. Pietrantonio realizzerà appositamente per il vernissage dell’undici ottobre una performance di natura installativa, “la Percezione dell’Oltre”, che investendo lo spazio espositivo attiverà l’essenza e la spiritualità delle opere in mostra. Innovativo e curioso, lo scultore e architetto campano Marcello Silvestre è riuscito a dare forma alle sue visioni oniriche ideando la serie delle “Città Invisibili”: sculture digitali in bronzo, nate dalla lettura del romanzo omonimo di Italo Calvino, volte a indagare il rapporto indissolubile tra uomo e città, come fosse un corpo unico difficile da scindere. Finalista del premio Cairo 2018 ed in mostra al Palazzo Reale di Milano dal 16 al 21 ottobre, Marcello presenta in anteprima presso Espinasse 31 la serie delle “Città Invisibili”, insieme ad un secondo progetto “La Ruggine dei Sentimenti”, un’indagine sui sentimenti e sulle inquietudini che nascono durante una crisi di un rapporto di coppia, dove la ruggine è simbolo di un malessere che oscurando il cuore, cela la verità e rivela lo scorrere del tempo. “Le città invisibili e La Ruggine dei Sentimenti sono due progetti nati da visioni mentali che cerco di fissare con schizzi su carta non ancora definiti, ma che mi aiutano a tenere viva nella memoria quella visione sfocata, che prenderà forma solo quando inizierò a scolpirla”. L’ultimo artista esposto in mostra è Marcos Tamargo, considerato uno degli artisti spagnoli di maggior proiezione internazionale, esposto in varie istituzioni culturali europee ed importanti collezioni come il Patrimonio Nazionale e la Società Ispanica di New York. Proprio a New York Marcos ha iniziato ad esprimere il suo interesse per il paesaggio e per l’esperienza del viaggio, che sono divenute le due tematiche protagoniste delle sue opere. Ogni opera rappresenta infatti uno dei suoi viaggi e ogni colore rievoca il ricordo di una città vissuta: “Nelle mie opere cerco di usare materiali che trovo durante i miei viaggi per cercare di rievocare le emozioni e le esperienze vissute e per rafforzare il legame con il territorio. Io e i miei quadri andiamo di pari passo, ho modellato il paesaggio con il mio modo personale di vedere, non c'è nessuna differenza tra me e loro”. Definito un artista plastico per la varietà dei materiali e delle tecniche utilizzate, nelle opere presentate durante la retrospettiva “Escapes”, Marcos esalterà il rapporto tra l’uomo e la materia nelle sue infinite trasformazioni, dipingendo quest’ultima come un pezzo di città da immortalare nelle sue tele, seguendo uno stile a tratti figurativo, a tratti astratto.

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