Alla collezione Intesa Sanpaolo la donazione di Scaccabarozzi: giovedì 3 maggio la presentazione alle Gallerie

La collezione Intesa Sanpaolo, nell’ambito del progetto Cantiere del ‘900, si arricchisce dell’opera Iniezione-Delimitazione di Antonio Scaccabarozzi (Merate-Lecco, 1936 - Santa Maria Hoè-Lecco, 2008), grazie a una donazione da parte di Anastasia Rouchota, vedova dell’artista nonché fondatrice e direttrice dell’Archivio

Antonio Scaccabarozzi (Merate-Lecco, 1936-Santa Maria Hoè-Lecco, 2008) Iniezione-Delimitazione, 1980-1981 Acrilico / inchiostro blu e acqua iniettati, acrilico nero su tela, 94x150 cm, Collezione Intesa Sanpaolo

L’opera appartiene alla tipologia Misura/Distanza, termine scelto dall’Archivio Antonio Scaccabarozzi per abbracciare e comprendere un ampio ciclo di lavoro dell’artista avviato tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo, volto ad esplorare il concetto e le modalità del misurare la pittura in tutte le direzioni possibili, con particolare attenzione al rapporto tra calcolo e aleatorietà, misurazione programmatica degli elementi costitutivi l’opera e reazione di tali elementi nel loro dialogo.

L’opera sarà presentata al pubblico giovedì 3 maggio alle 18,30 alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala (ingresso libero).

Esponente di una ricerca pittorica analitica e concettuale, Scaccabarozzi ha sviluppato in oltre quarant’anni di attività un linguaggio volto ad analizzare i fondamentali del visivo attraverso un’indagine fenomenologico-matematica sulla pittura e sul colore nello spazio, declinandolo in opere che a partire dagli anni ’80 lo rendono un unicum nel panorama italiano e internazionale. Prevalentemente conosciuto in area nord-europea, e ivi esposto e invitato nelle principali occasioni espositive istituzionali, Scaccabarozzi oggi costituisce un punto di riferimento interessante nella ricostruzione delle geografie culturali tra anni ’70 e anni ’90, avendo rivestito in un certo senso il ruolo di ambasciatore della pittura italiana tra Svizzera, Austria, Germania, Paesi Bassi, riflettendo sul significato del monocromo, dell’azzeramento e della ontologia della pittura nella sua relazione spazio-temporale e percettiva-ambientale, sviluppando una personale indagine, con sviluppi di assoluta contemporaneità. Scaccabarozzi torna in Italia a più riprese, frequentando i protagonisti del secondo dopoguerra, da Lucio Fontana a Enrico Castellani, da Paolo Scheggi a Sandro De Alexandris, da Paolo Minoli a Luciano Fabro, collaborando con lo Studio Casoli ed esponendo presso le Gallerie Ferrari di Verona, Lorenzelli di Bergamo e la Galleria del Cavallino di Venezia. 

Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private internazionali.
 

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