Roadshow cronicità

La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di
euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una
gran parte delle risorse riversate in sanità.
Il PNC approvato con Accordo sancito dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le PPAA di Trento e Bolzano il 14 settembre
2016, avrebbe dovuto portare alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria
e allo spostamento sul territorio dei trattamenti socio sanitari delle principali patologie croniche (come ad es° diabete, asma, BPCO, CV) con lo sviluppo di una diversa cultura orientata alla presa in carico proattiva delle persone con fragilità e cronicità tramite servizi di prossimità.
Solo un deciso intervento in questa ottica potrà consentire che il processo di miglioramento della qualità assistenziale, si sviluppi in coerenza con l’esigenza di contenimento e di razionalizzazione della spesa sanitaria.
Ma tutto questo con quali strumenti operativi? Oggi, a quasi 3 anni dall’approvazione, l’attuazione concreta del Piano si vede realizzata ancora
in via parziale e solo in alcune regioni, seppur da molti sia stata considerata
la potenziale vera spending review della sanità.
Per verificare lo stato di attuazione reale e non formale del PNC, gli uffici della programmazione del MinSal hanno attivato un monitoraggio tecnico che deve mappare una serie di indicatori trasmessi dalle singole regioni: il livello di stratificazione della popolazione, il livello di integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale e il livello di adozione e di attuazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.
Il PNC ha previsto inoltre la creazione di una cabina di regia che, partendo dalla analisi di questi indicatori, costruisca una fotografia iniziale (as is) e
possa poi decidere le azioni successive (to be). Se l’obiettivo del piano nasce
dall’esigenza di armonizzare a livello nazionale tutte le attività in questo campo, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, la realizzazione e attuazione del piano in tutte le Regioni deve rappresentare lo strumento per rendere omogeneo l’accesso alle cure da parte dei cittadini, garantendo gli stessi livelli essenziali di assistenza e rendendo sostenibile il SSN.
L’innovazione organizzativa necessaria a tutto ciò è una responsabilità di
ogni singola regione e si dovrà realizzare attraverso ben costruiti condivisi
e monitorati PDTA.

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