Scene da Faust: dal 18 febbraio in scena al Piccolo

  • Dove
    Piccolo Teatro Grassi
    Via Rovello, 2
  • Quando
    Dal 18/02/2020 al 01/03/2020
    Martedì, giovedì e sabato 19:30 (salvo giovedì 20 febbraio, ore 15 pomeridiana per le scuole); mercoledì e venerdì 20:30; domenica 16. Lunedì riposo.
  • Prezzo
    Platea 33 euro, balconata 26 euro
  • Altre Informazioni
    Sito web
    piccoloteatro.org
Scene da Faust

Scene da Faust arriva al Teatro Grassi dal 18 febbraio all’1 marzo. Accanto a Marco Foschi nel ruolo di Faust, a Sandro Lombardi nel ruolo di Mefistofele, e a Leda Kreider in quello di Margherita, agiranno gli attori dell’ultimo biennio del Teatro Laboratorio della Toscana.

Federico Tiezzi si confronta con il mito di Faust. Goethe vi lavorò per sei decenni, dal 1772 al 1831, costruendo un’opera monumentale. La figura del medico e mago cinquecentesco, che aspira alla totalità della conoscenza e all’eterna giovinezza e che, per ottenerle, è disposto a vendere la propria anima al diavolo, è divenuto parte dell’immaginario collettivo della cultura occidentale, oltre che simbolo della crisi della coscienza e dell’anima dell’uomo contemporaneo.

Nella prima parte, quella presa in esame dallo spettacolo, è centrale la figura di Mefistofele, che si pone come il doppio speculare di Faust, il suo alter ego e, freudianamente, la proiezione del suo inconscio. Federico Tiezzi ritrova (come già in Freud e l’interpretazione dei sogni di Stefano Massini, nella Signorina Else di Arthur Schnitzler e in Antigone di Sofocle) un tema a lui molto congeniale: la crisi della soggettività, dell’individuo, la crisi dell’io nel suo rapporto con la realtà.

Guida in questo percorso gli sono stati due grandi romanzi: I fratelli Karamazov di Dostoevskij e Doctor Faustus di Thomas Mann. E il pensiero rivoluzionario di Sigmund Freud. Questi, nel 1923, affermava in un illuminante saggio su un caso di “nevrosi demoniaca” del diciassettesimo secolo come il Diavolo non sia altro che la proiezione dell’inconscio turbato sul mondo reale: i demoni – scriveva – sono i desideri ripudiati. Mefistofele in quanto Inconscio diviene così il doppio di Faust, un’entità psichica creata e sorta dalla vita interiore, dove dimora nell’ombra. E lo spettacolo racconta lo smascheramento di questa parte in ombra: Faust smascherato è Mefistofele, specchio e oggettivazione della parte più segreta del sé.

Ma nello stesso tempo questo spettacolo parla del rapporto conflittuale tra l’intellettuale, stanco di teorizzare e di lavorare sulle idee, e la realtà, il mondo fisico e biologico, sentimentale ed emotivo, che gli sfugge. Parla del dramma della conoscenza, dell’insoddisfazione per un sapere vecchio, inefficace, non più capace di interpretare il mondo col solo ausilio dei dogmi religiosi. Parla delle dinamiche del desiderio (tra cui quello sessuale) e del sentimento, nell’esplorazione del rapporto tra Faust e Margherita. Ma anche del rapporto tra Faust e Mefistofele, immaginato come un rapporto di ‘amanti’ (si ama se stessi nell’altro), di esseri interdipendenti che si scambiano i ruoli, come due facce della stessa medaglia.

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