Romeo e Giulietta in via Padova: Shakespeare itinerante nella periferia di Milano

Il NoLo Fringe Festival porta a North of Loreto il dramma shakespeariano tra strade, corti, case di ringhiera e la 56. Ecco il risultato

Giulietta sul "balcone"

Gli amici dei Montecchi e dei Capuleti sono un po' bulli, pensano chi alla propria motocicletta rombante chi ad allenarsi per ore in palestra, e la rissa da strada che ne consegue (in un classico cortile un tempo occupato da fabbriche) non è placata dal principe di Verona ma da una donna delle pulizie che, un po' caporale con ramazza in mano, s'impone sui contendenti e li disperde.

 

"Shakespeare di quartiere", spettacolo conclusivo della prima edizione del NoLo Fringe Festival, con cui Beppe Salmetti, Carla Stara e Paula Carrara portano Romeo e Giulietta tra i cortili di via Padova, inizia all'angolo con via Bambaia, con improbabili poliziotti della Scientifica alle prese con la scena del "crimine", il doppio suicidio dei due innamorati. Gli agenti s'arrabattano tra le due sagome disegnate a gesso e calpestano maldestramente gli elementi utili per l'indagine. Si fanno le foto a vicenda, anche sdraiandosi dentro una sagoma, e uno di loro usa il cellulare di Romeo per chiamare casa. Prima d'andarsene l'immancabile selfie di gruppo, mentre una giornalista parla in diretta tv e viene malamente cacciata.

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Giulietta nella casa di ringhiera

Il balcone di casa Capuleti da cui s'affaccia Giulietta dà sulla corte di una casa di ringhiera; il suo Romeo, ecologista, arriva in sella a una bici del bike sharing e la sua serenata è un mix di canzoni da Sanremo di alterna qualità. Mercuzio viene accoltellato a morte a bordo della 56, la linea di autobus che corre per via Padova dall'inizio alla fine; e lo stesso Romeo, che ha vendicato l'amico facendo fuori Tebaldo, per fuggire dalla città aspetta ancora la 56, ipoteticamente diretta a Mantova, ma poi decide di farsela a piedi perché il bus non vuole saperne di arrivare.

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Il prete che ha sposato in segreto i rampolli delle famiglie rivali si confida in un monologo intenso in fondo a via Pria Forà, un braccio della rive gauche di via Padova che, con le sue ville e il profumo dei fiori, sembra davvero un mondo a parte rispetto al resto di NoLo. E' il momento, a nostro giudizio, più intenso di tutto lo spettacolo: e l'ambientazione è perfetta per il sommesso, solitario dolore del religioso di fronte all'imponderabile disegno divino.

Tutti quelli che sono morti si ritrovano in ultimo al Parco Trotter per continuare a "beccarsi" a vicenda, pure dall'oltretomba, fino al gran finale di danza al ritmo di "Dieci ragazze" di Battisti, che naturalmente coinvolge tutti gli spettatori, chi a cantare chi a ballare, al seguito del Lucio nazionale.

Via Padova ieri e oggi

In parallelo alla storia d'amore più famosa di tutti i tempi, per il centinaio di partecipanti a "Shakespeare di quartiere" lo spettacolo è anche l'occasione per scoprire più da vicino e in profondità l'anima di via Padova, nata come strada postale per l'Austria e cresciuta con case intorno per accogliere gli immigrati, all'epoca dal Mezzogiorno. I racconti che precedono le tappe di spettacolo narrano la storia delle case di ringhiera come quasi ovunque nelle perierie di fine '800, ma anche delle corti di lavoro che in parte (r)esistono ancora. E spiegano il rinnovarsi di quelle corti: la grande discoteca Lgbt o la palestra del campione di pugilato. E più in là, ecco la storia (unica) della scuola del Trotter, che ha cresciuto intere generazioni di bambini di ringhiera con il suo parco didattico e l'attenzione per la nutrizione e l'igiene personale.

Racconti dettagliati che accompagnano le "tappe" dello spettacolo itinerante e quasi sempre sono interrotti sul più bello dall'irrompere in scena degli attori, tutti bravissimi e divertenti come i testi che sono stati loro affidati. Romeo, Giulietta, Tebaldo, Mercuzio, fra' Lorenzo e Paride sono moderni abitanti di via Padova "il ventre di Milano", il quartiere in cui si possono scatenare balli etnici nei cortili (accade in una ben riuscita divagazione dalla trama), e se Paride mostra di voler andare subito "al sodo" con la giovane Giulietta, Romeo fa il romantico con "Trottolino amoroso" e, per un attimo, la ragazza rischia di cambiare idea su di lui.

Shakespeare sulla 56

Il dramma del Bardo inglese, divenuto l'amore osteggiato per antonomasia, si cala perfettamente nello spazio urbano della periferia metropolitana del ventunesimo secolo, a dimostrazione della sua drammatica attualità e a spiegazione del suo incommensurabile successo. L'identificazione non è più con famiglie nobili ma con personaggi della nostra Milano: il "green" Romeo, il bullo Tebaldo, il coraggioso Mercuzio, Giulietta emblema dei giovani metropolitani, il prete che fa da ponte, la cronista "d'assalto" sulla scena del crimine in mezzo alla strada, ché le periferie o hanno una scena del crimine ogni tanto, o non sembrano davvero periferiche. E la 56. L'autobus «sempre pieno di gente, di zaini, di pacchi». Giù il sipario, per così dire. Questa è via Padova, questa è Milano, questo è l'amore romantico e struggente e anche questo è Shakespeare.

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