"L’amore materno e il dramma di un figlio tossicodipendente in creaturamia": in scena il 20 e il 21 febbraio a Milano

na stanza vuota. Abitata solo da ricordi. In scena una madre, Marina. Suo figlio Gianluca, 17 anni, non è con lei, ma Marina non smette, non riesce a smettere di essere madre: rivolgendosi al figlio assente, srotola i propri ricordi e narra una storia. La storia di un ottimismo disperato. La storia di "quarantasei anni di gioia e quattromila anni d'inferno", a partire dal primo choc: Gianluca in overdose. Da quel momento, pietra dopo pietra, Marina ripercorre un cammino fatto di disgrazie, delusioni, frustrazioni, dolore e bestemmie, ma anche di resistenza, tenacia e speranza.

Creaturamia… - scritto, diretto e interpretato da Marianna Esposito - è un monologo a tinte forti, che parla del dramma di una madre il cui figlio, dopo la morte del padre, diventa tossicodipendente. Liberamente tratto dal romanzo Caracreatura di Pino Roveredo (edito da Bompiani), Creaturamia… non è però solo una storia di dipendenza dalla droga e di legami familiari che vanno in frantumi. È, infatti, anche un racconto di forza e di tenacia, di ottimismo e di dolore, miscelati nel corpo di una donna che combatte per quello a cui tiene di più: suo figlio.

Quello di Marina è un personaggio tragicomico, a volte goffo, a tratti grottesco, ma in fondo reale e il pubblico, con lei, ride e piange allo stesso tempo.

La pièce, prodotta dalla compagnia milanese TeatRing, è stata presentata nel corso di varie rassegne, incluso l'Edinburgh Fringe Festival, e in luoghi non convenzionali (come le scuole e le carceri), tra cui la Casa di reclusione di Bollate (Milano), riscuotendo gli apprezzamenti della stampa e della critica: «Una scrittura scenica vincente in cui, con pochissimi accorgimenti - una sedia, un tavolo, un filo che ricorda la matassa gaddiana, pupazzi e poco altro: fra luci e indumenti - si evoca quel miscuglio di sensazioni, fra impotenza e presa di posizione, che anima Marina» ha scritto Whipart; per Gufetto Magazine, sito d'informazione e recensioni teatrali, «il monologo creato e interpretato da Marianna Esposito è un'esperienza emozionale, viscerale… l'attrice trasporta sulla scena il dolore con le splendide parole del testo e una grande fisicità, che tramortisce e stordisce, passando da gesti fortemente evocativi a sequenze di movimenti stranianti, caotici e dissonanti. Esattamente come dev'essere lo stato d'animo e mentale di una madre che attraversa un simile e folle calvario». Infine, secondo il giornale on line 2duerighe.com, «Marianna Esposito dà vita ad uno spettacolo in cui il movimento è importante al pari delle parole e in cui l'ottima recitazione è affiancata da interessanti scelte di regia e di allestimento (…) Il risultato è uno spettacolo di forte impatto, in cui la vicenda di una donna che continua a lottare mentre la sua vita va progressivamente in pezzi diviene quasi un modello, un esempio e un invito a non arrendersi mai, a trovare sempre la forza per difendere quello che si ha di più caro».

Creaturamia… - Venerdì 20 e sabato 21 febbraio 2015; ore 21

Dove: Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli 24, Milano.

Tel 02-26829749; 

Biglietti: intero 12 euro (+1 euro per la tessera per accedere allo Spazio Tadini); ridotto 9 euro per gli studenti delle scuole di teatro (+1 euro).

Regia: Marianna Esposito

Assistenza alla regia: Francesca Manca

Scenografia: Roberta Corbetta

Luci: Francesco Collinelli

Con: Marianna Esposito

Produzione: TeatRing

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