Steve Rothery in concerto al Dal Verme

Steve Rothery - leggendario chitarrista e fondatore dei Marillon - arriva in Italia per raccontare la storia del gruppo che, sin dal suo debutto, ha dato un nuovo significato al rock progressivo. Accompagnato dalla sua straordinaria band, Rothery sarà a Milano il 13 marzo, Teatro Dal Verme - unica data italiana del tour mondiale, a suggellare il forte legame dell’artista con il Bel Paese. Un evento unico per l’Italia. Una serata straordinaria, un’occasione da non perdere per ascoltare i classici dei MARILLION: in scaletta, infatti, ci saranno brani tratti da MISPLACED CHILDHOOD, album capolavoro del 1985, e classici senza tempo come SCRIPT FOR A JESTER'S TEAR (1983), FUGAZI (1984), CLUTCHING AT STRAWS (1987). Un concerto che non delude mai quello dei Marillion: è questa la ragione dei numerosi sold out in ogni parte del mondo e della loro ricchissima discografia live. La band che supporterà il chitarrista britannico sul palco del prestigioso Teatro Dal Verme di Milano - è ormai consolidata: Steve Rothery, chitarra; Dave Foster, chitarra (Mr. So & So); Yatim Halimi, basso (Panic Room); Leon Parr, batteria (Mr. So & So); Riccardo Romano, tastiere (RanestRane); Martin Jakubski, voce (Stillmarillion). I musicisti, tranne Jakubski, sono quelli che hanno suonato in LIVE IN PLOVDIV (disco del 2013, tranne Riccardo Romano), LIVE IN ROME (2014) e THE GHOSTS OF PRIPYAT (2014). In quest’ultimo, uno splendido primo album di Rothery “solista” in studio, sono incluse le hit: Orpheus e The Old Man And The Sea) suonate entrambe con Steve Hackett, ex Genesis, e Steven Wilson (in The Old Man And The Sea), anima dei Porcupine Tree, oggi artista di punta del Prog 2.0 (che aveva già incrociato i Marillion in Marillion.com e Marbles, e che nel 2017 ha curato l’edizione del remissata di Misplaced Childhood). Lo stile chitarristico di Rothery, unico nel suo genere, tecnico ma passionale, è immediatamente riconoscibile, grazie anche alla cura con cui ricerca la perfezione delle sonorità: “Oggi ci sono due approcci che mi piacciono - afferma Rothery - quello vintage classico e quello delle nuove tecnologie, che permettono, soprattutto miscelandoli, di avere la più ampia libertà di esprimere le idee impossibili da rendere in altro modo. Amo il lavoro di Steven Wilson, penso che sia uno dei più importanti artisti/produttori attuali”. Il concerto di Milano sarà diviso in due parti, vista anche la notevole durata, e permetterà all’ascoltatore di entrare profondamente nelle emozioni espresse dalla musica. Uno spettacolo con un light show studiato ad arte con l’unico obiettivo di creare un vero e proprio universo Marillion. Il sound potente ed elegante non rinnega il passato ma guarda sempre più al futuro.

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