Il Financial Times "incorona" Milano e il suo "Rinascimento"

Crescita economica, Expo, una zona residenziale, Porta Nuova, all'avanguardia. Milano sta cambiando la propria identità. E dopo il New York Times, anche il Ft "incorona" Milano: "Non è più la grigia città industriale di un tempo"

Bosco Vertiale (foto Studio Boeri/Ft)

Non c'è solo l'articolo del New York Times, di qualche mese fa, che certifica lo splendore di Milano nell'anno di Expo. Un altro dei quotidiani più influenti del mondo, il Financial Times, ha dedicato l'altro giorno alla città della Madonnina un lunghissimo pezzo dove si certifica, sull'onda di Porta Nuova e di Bosco Verticale, il "Rinascimento" milanese. 

Già, perchè buona fetta del pil al +0,3% nel primo trimestre 2015, certificato dall'Istat, è di marca lombarda. La produzione industriale di Milano è in crescita da cinque trimestri; tra gennaio e marzo, in città, calcola su Repubblica Erica Corti della Camcommercio meneghina, sono nate 184 nuove imprese, +1% rispetto al dato in negativo italiano; 71 milioni di euro di mutui sono stati erogati da Unicredit da inizio anno, e il dato ha già raggiunto il 2013. 

I numeri parlano chiaro. La locomotiva dello Stivale è qui, tra piazza Castello e il pennone della Isozaki. Secondo il Ft, a lungo derisa come una città grigia e industriale, lontana dallo splendore artistico di Roma, Venezia e Firenze, Milano si sta specchiando in una nuova identità. Domina sulla scena culturale (il silos di Armani, la Fondazione Prada, le mostre di Palazzo Reale) ed è polo di ritorno per le giovani menti finanziarie emigrate negli anni scorsi a Londra o Parigi. La vita costa meno, spiega il giornale inglese, e la città offre tanto. Da Linate, poi, a venti minuti dal centro, è possibile raggiungere tutt'Europa. 

C'è il bello, c'è il design, c'è fervore intellettuale. Il salotto cittadino, la Galleria Vittorio Emanuele, è tornata brillare dopo il restauro, nei colori accesi della passerella dell'eleganza che fu. Quella che un tempo era una zona industriale duramente bombardata durante la Seconda guerra mondiale, è diventata "il leitmotif del cambiamento di Milano". Non solo per gli stranieri. Hines Italia specifica che l'80% degli appartamenti venduti nei grattacieli di Porta Nuova sono stati acquistati da italiani. 

Poi c'è Brera, c'è il centro, dove store di Marc Jacobs e Gucci sono da intermezzo tra piccoli panifici e gastronomie artigianali.

Milano è viva. Come non la si ricordava da tempo immemore, spiega il Ft. Tanto da far dire a un'americana residente in Bosco Verticale ai newyorkesi che arrivano: "Abbiamo qualche cosa 'figa' anche a Milano, ora". E dirlo a chi viene dalla metropoli più avanti di tutte è già tanto. Tantissimo.