Finanziaria, la norma shock: via libera a elettriche e ibride in aree pedonali e ZTL

La protesta dei Comuni, a cominciare da Milano e Bologna: "Cambiare la nuova norma o sarà caos nei centri storici delle città"

Corso Vittorio Emanuele

Auto elettriche e ibride avranno libero accesso nelle aree pedonali e a traffico limitato. Ad esempio, quindi, in piazza del Duomo e in corso Vittorio Emanuele. La norma è inclusa nella Legge di stabilità 2019 (145/2018), ex Finanziaria, al comma 103 dell'articolo 1, e ha generato una vera rivolta da parte dei Comuni, a cominciare da Milano. 

La prima Legge di stabilità del governo Lega-5 Stelle introduce un nuovo comma all'articolo del codice della strada che parla di zone a traffico limitato e aree pedonali (l'articolo 7). Il nuovo comma 9-bis recita: "Nel delimitare le zone di cui al comma 9 (aree pedonali e zone a traffico limitato, n.d.r.) i Comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida". La frase è chiara e non la si può interpretare in modo diverso da com'è scritta: via libera a quelle auto nelle Ztl e nelle aree pedonali.

I Comuni di Bologna e Milano hanno subito inviato una lettera all'Anci (Associazione dei Comuni) per fare fronte insieme e arrivare alla modifica della norma, in modo che diventi "rispettosa della sensibilità e qualità urbana", si legge nella missiva firmata da Irene Priolo (assessore bolognese alla mobilità) e Marco Granelli (il suo equivalente a Palazzo Marino).

"Significa fare entrare migliaia di auto nelle piazze centrali dei centri storici delle nostre città in mezzo ai tavolini delle piazze, ai turisti, o sotto i principali monumenti, solo perché ibride", spiegano Priolo e Granelli in un comunicato congiunto: "Noi vogliamo incentivare l'elettrico e in tanti Comuni lo stiamo facendo con le colonnine di ricarica, le facilitazioni per la sosta, l'accesso a quelle zone dove vietiamo i veicoli inquinanti". Ma non permettendo la libera circolazione di queste auto nelle aree pedonali e Ztl.

Ma come è possibile che il governo abbia pensato di introdurre una norma del genere, che in apparenza si scontra con le logiche più elementari? L'errore pare la spiegazione più sensata. Il nuovo 9-bis indica le zone "di cui al comma 9" dell'articolo 7 del codice della strada, che inequivocabilmente sono sia le aree pedonali sia le Ztl. E' possibile, però, che l'estensore volesse riferirsi alle sole Ztl, dove appunto il traffico, pur limitato, è comunque consentito a determinate categorie di veicoli o proprietari (di solito, i residenti). Ci sarebbe comunque da discutere sull'opportunità. Sembra invece davvero assurdo che si vogliano far circolare le auto (anche se poco inquinanti) in mezzo alle aree pedonali.

Successivamente Michele Dell'Orco, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, si è detto pronto a rivedere la norma.

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