Taxi sharing, doppie guide, nuove licenze: ecco come il Comune vuole aumentare l'offerta

Impennata di turisti dall'ultimo aumento di licenze: alcune fasce orarie sono drammaticamente scoperte

Taxi in Stazione Centrale

Sono 500 le nuove licenze per tassisti che il Comune di Milano si prepara a distribuire per incrementare e migliorare il servizio, dopo l'ultimo aumento di 300 licenze che risale addirittura al 2003. Nel frattempo, come è noto, Milano ha avuto una impennata del turismo, a livelli imparagonabili ad allora, e secondo Palazzo Marino alcune fasce orarie sono particolarmente deboli.

Ma quella dell'aumento delle licenze non è l'unica soluzione nel "pacchetto" di proposte che il Comune ha presentato ai sindacati dei tassisti il 31 maggio, durante un incontro interlocutorio. C'è anche la seconda guida o il taxi sharing. Ma partiamo dall'inizio, cioè dall'analisi delle fasce orarie. Le telefonate ai radiotaxi inevase sono il 15% dalle 8 alle 10 del mattino, il 27% dalle 19 alle 21 nei giorni feriali, il 31% dalle 19 alle 21 nel weekend e ben il 42% da mezzanotte alle 5 nel weekend.

"Insieme - sottolinea Marco Granelli, assessore alla mobilità - possiamo far partire un progetto complessivo che aiuta la città e chi ci lavora a crescere. Ho avuto modo di apprezzare la volontà delle organizzazioni dei taxisti di partecipare, di fornire osservazioni e indicazioni, anche critiche per migliorare: un buon modo responsabile per collaborare al successo della nostra città".

Nuove licenze, doppie guide, taxi sharing

Ed ecco le proposte del Comune in dettaglio. Si diceva delle 500 nuove licenze: saranno tutte elettriche, metà attrezzate per i disabili (un altro punto su cui il servizio di taxi a Milano è oggi debole) e l'altra metà con vincolo orario. Chi vincerà il bando acquisterà la licenza ad un valore fissato dal Comune. Le risorse saranno destinate in parte a tutti i tassisti e in parte per investimenti finalizzati a migliorare il servizio. L'amministrazione doterà la città (e i parcheggi di taxi) di colonnine di ricarica elettrica.

Quella delle doppie guide potrebbe essere la prima misura a partire, forse già dall'estate del 2019. Si tratta di richiedere (da parte dei titolari di licenze) l'attivazione della seconda guida senza oneri. In pratica alla singola licenza sarebbero associati due conducenti con un impiego orario complessivo di 16 ore al giorno, con turni di otto ore ciascuno o di dieci e sei ore. Si massimizzerebbe l'uso della singola licenza e del singolo taxi, offrendo maggiori opportunità di lavoro. Unico obbligo quello di garantire, in cambio, la possibilità di pagare con carte e bancomat.

Un'altra idea è quella del taxi sharing. In pratica il singolo taxi potrebbe portare più clienti, sia diretti allo stesso luogo sia con percorsi parzialmente diversi ma integrabili. Anche in questo caso si massimizza l'utilizzo del singolo veicolo, facendo risparmiare i clienti, migliorando il traffico e aumentando l'offerta. Per questa misura c'è però bisogno di tempo: occorre infatti realizzare un sistema che gestisca le chiamate lungo lo stesso tragitto e divida la spesa tra i clienti.

I sindacati dei tassisti non alzano, almeno per ora, le barricate, ma sottolineano che quello dell'aumento delle licenze è per loro un falso problema: se invece si puntasse più decisamente sulla fluidità del traffico, vero ostacolo all'efficienza del servizio. Più possibilisti, i sindacati, sul fronte delle seconde guide. E, secondo alcuni, una revisione dei turni di lavoro.

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