Nuove stazioni del Passante, Genitori Antismog: "Vanno riprogettate"

Sotto accusa Tibaldi e Porta Romana: "Così come sono state pensate, invogliano a usare la macchina"

La nuova stazione di Porta Romana

Rinegoziare con le Ferrovie i progetti per le fermate di Porta Romana e Tibaldi delle linee suburbane. Lo chiede l'associazione Genitori Antismog, secondo cui «non possiamo accontentarci di soluzioni marginali e residuali quando per il traffico privato sono stati solo recentemente spesi centinaia di milioni di euro per opere faraoniche e persino inutili (come il tunnel di via Gattamelata)».

I progetti a cui ci si riferisce sono stati presentati nelle scorse setttimane e sono funzionali a creare la "Circle Line" che, da Rho-Fiera, transiterà per le semiperiferie milanesi creando un "arco" fino a San Cristoforo. Secondo l'associazione, la futura stazione di Porta Romana, mantenendo l'attuale posizione, "taglia" in due il quartiere e resta lontana sia dallo Scalo Romana sia dall'interconnessione con la linea del metrò M3, «in posizione nascosta e lontana rispetto all'università Bocconi e al centro direzionale Leoni».

Ma ce n'è anche per gli investimenti immobiliari a ridosso degli scali: «Porteranno ad un peggioramento delle condizioni ambientali a Milano: nuovi edifici, nuovi impianti di riscaldamento e raffrescamento, nuove isole di calore, impermeabilizzazione del suolo, nuovo traffico indotto, parcheggi e così via», si legge nella nota dell'associazione, che chiede «linee ferroviarie suburbane che siano efficienti ed efficaci».

Linee suburbane "poco utilizzate"

«Le tratte urbane delle linee ferroviarie suburbane oggi sono scarsamente utilizzate», scrive ancora l'associazione: «Un po' per il tracciato, un po' per la scarsa pubblicizzazione e integrazione con il resto della rete di trasporto pubblico, ma anche perché sono stazioni 'scomode'. Chiedere a centinaia di migliaia di utenti di allungare di qualche centinaio di metri il proprio percorso solo perché non si è avuto più coraggio (o voluto investire più risorse) significa che queste persone poi magari sceglieranno il trasporto privato motorizzato. Non ce lo possiamo permettere».

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