"Niente panico", il giallo all'italiana sulle note degli anni '70 di clementina Daniela Sanguanini

Un intreccio poliziesco, la rievocazione nei miti dell'Italia anni '60-'70 attraverso il fascino delle atmosfere e la colonna sonora, e l'invito a ritrovare la serenità in "Niente Panico" di Clementina Daniela Sanguanini.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Esiste un misterioso e simpatetico legame che unisce due fratelli gemelli in una simbiosi così profonda da sviluppare fra loro una comunicazione telepatica indissolubile, come quello che lega le due protagoniste del romanzo Niente Panico dell'autrice milanese Clementina Daniela Sanguanini, le gemelle omozigote Laura e Stella Schneider, uguali nell'aspetto ma così diverse caratterialmente.

Niente Panico dipinge uno scorcio dell'Italia alla fine degli anni '60, caratterizzata da un clima di tensione e violenza sociale, con le sue rivolte studentesche, le lotte del movimento operaio e la nascita del terrorismo. In questo clima di fermento, due giovani e intraprendenti giornaliste, venute a conoscenza di un traffico criminale che miete vittime tra giovani donne, iniziano un'indagine che le porterà sulle tracce di un efferato serial killer, travolgendole entrambe.

Il romanzo si sviluppa attorno al mosaico di indagini su diverse morti sospette, mettendo in luce due mondi agli antipodi che entrano in collisione rivelando inaspettati retroscena, in un crescendo di avvenimenti drammatici, da cui emergerà il marciume e la corruzione sociale di quella parte insospettabile della società milanese, definita la "Milano bene" in cui, fra eleganza, agiatezza e apparenze, si nasconde un traffico di droga e prostituzione.

Un romanzo dedicato alle donne, che da voce alle donne, onorandone l'essenza e la forza che contraddistingue in maniera indescrivibile e incomparabile il genere femminile nella sua quotidiana battaglia sociale. Con diretta semplicità, assoluta importanza viene data ai legami affettivi che intrecciano le vite dei protagonisti e li muovono ad agire spinti e motivati da quel coraggio, a volte incosciente, che in altre circostanze verrebbe meno.

Niente Panico coinvolge il lettore nelle indagini e nella ricostruzione del puzzle di relazioni che intercorrono fra i personaggi, fornendo nell'epilogo la figura di un assassino alquanto insospettabile, e lo trascina in una lettura mozzafiato, capace di attivare riflessioni sulle sfaccettature dell'identità dell'individuo e sul valore del libero arbitrio.

Al di là dell'intreccio poliziesco, l'autrice cerca di trasportare il lettore nei miti di un particolare passaggio storico italiano, restituendo un ritratto fedele di luoghi ed epoche, evocandone nel dettaglio il fascino dei contesti e delle atmosfere, come in un quadretto vintage dai colori sbiaditi, attraverso l'innovativo espediente della colonna sonora di canzoni degli anni '60 e '70 che forniscono attivamente elementi indiziari sulla narrazione stimolando un piacevole coinvolgimento.

Riecheggia su tutto l'incoraggiamento della zia Rebekka a ritrovare la serenità di vivere che, come un mantra di sottofondo, ripete: "Niente Panico".

Tiziana Di Gravina

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