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Beppe Sala sindaco di Milano, biografia e curriculum

Chi è

Beppe Sala, ex numero 1 di Expo, è il sindaco di Milano. 

Nato nel 1958 a Milano, è sposato, ma non ha figli. Il padre era mobiliere. Studente dall'alto profitto, si laurea nel 1983 in Bocconi. Inizia la carriera in Pirelli ricoprendo diversi incarichi nelle aree del controllo di gestione, della pianificazione strategica, della valutazione degli investimenti e nelle nuove iniziative di business. Vi rimarrà per diversi lustri: quasi 20 anni. Nel 1994, secondo le sue biografie ufficiali, diventa direttore controllo di gestione e pianificazione strategica del settore pneumatici di Pirelli e nel 1998 è nominato amministratore delegato della Pneumatici Pirelli. Nel 2001 è senior vice president operations, responsabile delle strutture industriali e logistiche del settore pneumatici.

L'anno successivo cambia completamente settore: nel 2002, infatti, assume la carica di chief financial officer di Tim, mentre dal 2003 al 2006 è direttore generale di Telecom Italia Wireline e infine della società nata dalla fusione tra Tim e Telecom Italia. Nel 2007 e 2008 è senior advisor per Nomura Bank e presidente di Medhelan Management & Finance. Ha già un'esperienza amministrativa a Palazzo Marino, anche se non come politico: da gennaio 2009 a giugno 2010 è direttore generale del Comune di Milano. Nel biennio successivo, ancora un'esperienza a Milano: da febbraio a maggio 2012 ricopre la carica di presidente di A2A. È rappresentante del Comune di Milano nel consiglio di amministrazione di Expo 2015 spa, azienda (che organizza l'esposizione universale) di cui è ad. Il 6 maggio 2013 il presidente del consiglio Enrico Letta lo nomina commissario unico delegato del governo per l'Expo. Ha uno stipendio di circa 270mila euro annui, più la parte variabile, il massimo per un dirigente pubblico.

Il 29 ottobre 2015 entra a far parte del Cda di Cassa depositi e prestiti. E' qui, a quasi 60 anni, che la sua carriera s'impenna. Le lunghe code di Expo, specialmente nell'ultimo periodo, danno l'immagine di un'Esposizione vincente. La soglia psicologica dei 20 milioni di biglietti viene centrata. Non si sanno ancora i risultati economici, ma Expo viene unanimemente considerato un grande successo, che lustra l'immagine di Milano. Sala viene coccolato da tutti, destra e sinistra.

E' un manager, ha preparazione, è persona seria. Serve un nome per il dopo Giuliano Pisapia; un nome che non abbia tagli 'estremi', ma che sia anche benvoluto dai salotti. Il premier Matteo Renzi dà l'imprimatur: Sala si candida con il centrosinistra. Vince e si siede nella poltrona più importante di Palazzo Marino. 

Nel primo anno di amministrazione, nel dicembre 2016, viene coinvolto dalle inchieste della magistratura su Expo: si autosospenderà dopo aver saputo delle indagini a suo carico. Dopo pochi giorni, certo della sua innocenza e dopo essersi consultato con i suoi avvocati, ha ripreso a lavorare. 

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