Contestazioni alla Brigata Ebraica al corteo del 25 Aprile: c'è l'aggravante dell'odio razziale

Tra gli indagati, per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio, l'ex capo della cellula milanese delle nuove Br: fece il gesto della mitragliatrice verso i manifestanti

Il passaggio della Brigata Ebraica il 25 aprile 2018 (foto Melley/MT)

Il 25 aprile 2018, in piazza San Babila, in occasione della manifestazione di celebrazione della Liberazione dal nazismo e dal fascismo si scagliarono contro lo spezzone di corteo della Brigata Ebraica. Ora la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque degli antagonisti che fecero scattare la contestazione, contestando per quattro di loro l'aggravante dell'odio razziale. 

Due indagati sono accusati di minacce con finalità di odio etnico e razziale: tra questi Claudio Latino, 62 anni, arrestato nel 2007 nell'ambito dell'operazione "Tramonto" sulle nuove Brigate Rosse, di cui era considerato il capo della cellula milanese: venne condannato a 11 anni e mezzo di reclusione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Latino e un altro fecero il gesto dello sgozzamento e simularono una mitragliatrice. Altri due indagati hanno invece lanciato altrettante bottigliette d'acqua: anche per loro c'è la contestazione dell'aggravante dell'odio razziale. La quinta persona è invece indagata per resistenza a pubblico ufficiale per avere colpito un agente di polizia con un'asta utilizzata per sventagliare una bandiera. 

La Brigata Ebraica viene contestata ogni anno al passaggio in piazza San Babila da gruppi di antagonisti: è successo anche nel 2019, ed infatti la procura di Milano ha aperto un fascicolo pure per questo. Per la contestazione del 2018 inizialmente la procura aveva "concentrato" l'attenzione su nove persone identificate dalla Digos.

Le polemiche sulla presenza della Brigata Ebraica da parte della sinistra radicale e degli antagonisti derivano dall'accusa allo Stato d'Israele di comportarsi in modo "fascista" e "nazista" nei confronti dei palestinesi; tuttavia va ricordato che la Brigata Ebraica fu un corpo miilitare britannico, composto da ebrei, che partecipò alla Seconda Guerra Mondiale nelle file degli Alleati in Italia e in Austria. Il bilancio fu di 30 morti e 70 feriti. La Brigata Ebraica, tra l'altro, fu protagonista della celebre Battaglia dei Tre Fiumi nel Ravennate, ad aprile 1945. La sua presenza nel corteo della Liberazione è dunque sacrosanta e incontestabile.

25 aprile 2018, le altre aggressioni:
picchiato per la bandiera dell'Ucraina, Radicali spintonati in Duomo

Poco prima che partisse il corteo del 25 aprile 2018, in corso Venezia, alcune persone poi identificate dalla Digos avevano aggredito, colpendolo a calci, un cooperante italiano che aveva con sé una bandiera ucraina, Paese che conta diverse decine di migliaia di persone residenti in Lombardia e che, nella Seconda Guerra Mondiale, ha subìto l'occupazione nazista e le deportazioni degli ebrei. All'uomo era stata strappata la bandiera e sottratta una medaglia. L'intervento delle forze dell'ordine aveva evitato il peggio.

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Al termine del corteo, invece, un gruppo di militanti di Radicali Italiani e di +Europa (tra cui l'assessore comunale alla partecipazione, Lorenzo Lipparini) era stato affrontato da antagonisti riconducibili ai centri sociali, che (tra le bandiere ormai arrotolate) avevano riconosciuto quella di Israele, prima con frasi minacciose («se siete ancora qui è solo perché c'è la Digos») e poi con alcuni spintoni, prontamente bloccati dalla polizia.

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