Appartamenti a prezzi "stracciati", Trivulzio consegna lista affittuari al Comune

Appartamenti di pregio e nel centro di Milano affittati a prezzi stracciati, e voci che in questi alloggi vivano politici e figure dell'establishment cittadino: la lista affittuari consegnata al Comune

Appartamenti di pregio e nel centro di Milano affittati a prezzi stracciati e voci, ormai suffragate da vere e proprie soffiate, che in molti di questi alloggi vivano politici e figure dell'establishment cittadino: si gioca su questo antefatto lo scontro che ha visto ai ferri corti il Comune di Milano e il Pio Albergo Trivulzio (nella foto).

LA RICHIESTA DEI NOMI - Uno scontro che, dopo un lungo braccio di ferro, si è risolto ieri sera con la consegna da parte dell'istituto di cura a Palazzo Marino dell'elenco di tutti gli affittuari del proprio patrimonio immobiliare (ecco i primi nomi della lista). Da giorni infatti, forte di un parere del Garante della Privacy, l'amministrazione chiedeva in nome della trasparenza la pubblicazione dei nomi degli affittuari che vivono nel patrimonio immobiliare della Baggina.

LA REGIONE: "LISTA IRRICEVIBILE" - Fino all'altra sera l'istituto di cura ha continuato a difendere a spada tratta la riservatezza dei propri inquilini. E dopo essersi appellato, senza successo, all'Authority guidata da Francesco Pizzetti, il board del Pat ha prima opposto un nuovo "no" alle richieste del Comune, riconoscendo nella commissione di controllo sulle aste, nominata dall'assessorato lombardo alla Famiglia, "l'unico soggetto legittimato a verificare la corretta amministrazione delle aziende di servizi alla persona". A stretto giro di posta però la Regione ha subito sbarrato la strada al Pat, giudicando con una nota "irricevibile" la lista con i nomi degli inquilini. E a quel punto per il presidente Emilio Trabucchi non vi è stata altra scelta che consegnare l'elenco, in una busta sigillata, al presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri.

SCANDALO TANGENTOPOLI - Questo inedito braccio di ferro con il Comune riporta il Pio Albergo Trivulzio di nuovo agli onori della cronaca esattamente 19 anni dopo la prima scossa del terremoto di Mani Pulite, che prese le mosse proprio dalla Baggina con l'arresto il 17 febbraio 1992 del suo presidente Mario Chiesa. Esploso lo scandalo di Tangentopoli, si scoprì che parte del patrimonio immobiliare dell'istituto di cura era utilizzato a prezzi di favore da politici, giornalisti e esponenti della classe dirigente milanese.

"PENSIAMO A GESTIONE NON TRASPARENTE" - A 19 anni di distanza, a fendere l'arma della trasparenza contro una presunta nuova "affittopoli" a Milano è stata la finiana Barbara Ciabò che, in qualità di presidente della commissione comunale sulla Casa, si è finora vista rispondere picche a tutte le richieste di accesso agli elenchi degli affittuari del Trivulzio. "Il comportamento omertoso del Pio Albergo Trivulzio nei confronti del consiglio comunale - ha attaccato Ciabò - induce molti di noi a pensare che la gestione non sia stata trasparente: mi aspetto ora una dura presa di posizione del sindaco Moratti". Ma contro la reticenza dell'istituto di cura l'indignazione é stata bipartisan. "Una città come Milano merita la massima trasparenza - ha affermato il leghista Matteo Salvini - mi auguro che nell'assegnazione di un patrimonio immobiliare pubblico accumulato nei secoli grazie alla generosità dei milanesi non ci siano stati sconti o favori". "Se entro domani i consiglieri comunali non avranno gli elenchi degli affittuari e delle vendite degli ultimi cinque anni - aveva minacciato la democratica Carmela Rozza - presenterò un esposto alla Procura contro il sistema delle assegnazioni degli alloggi del Pat".

COS'E' - Il Pio Albergo Trivulzio è un ospizio per anziani di Milano. Viene chiamato anche Baggina, ma il nome ufficiale è Azienda di servizi alla persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio. Nel 1766 un nobile di nome Tolomeo Trivulzio destinò il suo patrimonio alla morte alla fondazione di un ospizio per poveri vecchi, per il quale fu utilizzato il suo stesso palazzo, nella contrada della Signora. Nel 1768 fu terminata la costruzione della struttura. Trivulzio volle che gli anziani accolti rimanessero attivi, cioè potessero sempre sentirsi utili, per allontanare la solitudine, proporzionalmente alle loro abilità e condizioni di salute. La nuova sede si trovava nel comune dei Corpi Santi, nel quartiere ancora oggi detto Baggina, cioè sulla strada per Baggio, paese a ovest di Milano.

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Commenti (3)

  • ma ci rendiamo conto che le case degli anziani e dei bisognosi sono dati e ricchi politici ed affaristi? il mondo va al contrario. In galera!!!!!

  • Se davano case per anziani a politici a 100 euro al mese... è effettivamente uno schifo!!!!!

  • Avatar anonimo di Robert
    Robert

    Basta imprenditori nella pubblica amministrazione! Quanto schifo e quanti guai devono ancora combinare? Nè capacità amministrative, né nerbo morale e meno che mai senso della collettività!

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