Area B, la Regione contro il Comune: "No a divieti diversi dai nostri"

Chiesto un tavolo di confronto per definire limitazioni uguali rispetto alle misure antismog regionali, ma l'assessore Cattaneo ammette: "Su questo i sindaci hanno autonomia"

No a deroghe diverse per Area B e le misure regionali antismog. E' questo il senso della mozione presentata dal leghista Massimiliano Bastoni e approvata dal consiglio regionale con i voti della maggioranza di centrodestra e del Movimento 5 Stelle. Entro 15 giorni il Tavolo Aria (che mette attorno allo stesso tavolo la Regione e il Comune di Milano) dovrà quindi riunirsi per armonizzare i divieti e le deroghe dei due provvedimenti, uno dei quali, Area B, entrerà in vigore il 25 febbraio. Cioè tra meno di 20 giorni. 

Che cos'è Area B

Area B è la nuova zona a traffico limitato (Ztl) che entrerà in vigore il 25 febbraio 2019. Nasce con lo scopo di impedire la circolazione dei veicoli più inquinanti in città. Da subito non potranno circolare (dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 19.30) i veicoli benzina Euro 0 e i veicoli diesel dall'Euro 0 all'Euro 3. Dal 1 ottobre 2019 il divieto riguarderà anche i diesel Euro 4 e progressivamente, per step successivi fino al 2030, sarà esteso a tutti i veicoli diesel. 

Da subito saranno attive 15 telecamere che, progressivamente, diventeranno 188 per controllare i varchi di accesso all'area urbana di Milano. Area B non coinciderà esattamente con i confini comunali perché permetterà l'accesso alle zone più periferiche e ai parcheggi, consentendo "vie di fuga" a quegli automobilisti che, senza saperlo, si trovassero davanti alle telecamere.

Che cosa sono le misure regionali antismog

Le misure regionali antismog sono in vigore da diversi anni e consentono il blocco della circolazione dopo il superamento (per un certo numero di giorni di seguito) delle soglie d'allarme di pm10 (polveri sottili) secondo i rilevamenti quotidiani. Esistono due diverse misure, definite di primo e di secondo grado, che scattano rispettivamente dopo il quarto e dopo l'ottavo giorno di superamento dei limiti prestabiliti. 

Il blocco del traffico non vale per tutti i veicoli: esistono eccezioni prestabilite per "salvare" quelli meno inquinanti. Ma queste eccezioni sono diverse rispetto a quelle previste per Area B, più restrittive, così potrà accadere che un veicolo possa circolare per le misure antismog regionali ma non per la Ztl del Comune di Milano.

Centralismo regionale?

Il consigliere che ha presentato la mozione per l'armonizzazione delle limitazioni nega decisamente che si tratti di un "atto di ingerenza verso l'autonomia del Comune di Milano", ma poi aggiunge il motivo per cui, a suo dire, non c'è ingerenza: le misure della giunta Sala su Area B colpiscono anche "i milioni di pendolari automuniti che ogni giorno raggiungono per lavoro i capoluogo lombardo". Come a dire: la cosa ci riguarda perché riguarda anche lombardi non milanesi.

E fin qui nulla da dire. Ma altre dichiarazioni sono più bellicose. Come quella di Gianluca Comazzi, di Forza Italia, secondo cui "con la mozione approvata oggi in consiglio, Regione Lombardia richiama all'ordine il Comune di Milano". La motivazione è la stessa (Area B influirà sulla mobilità di cittadini lombardi non milanesi), i termini un po' più duri. 

Diversa nei termini la posizione dell'assessore regionale alla mobilità Raffaele Cattaneo, che pure ha condiviso la mozione e ha promesso che il Tavolo Aria con all'ordine del giorno l'armonizzazione delle limitazioni verrà in ogni caso convocato. Cattaneo ha ammesso e riconosciuto che, in realtà, il codice della strada consente ai sindaci, quindi ai Comuni, di attuare autonomi provvedimenti di limitazione del traffico per motivi ambientali, "anche più restrittive di quelle previste dal livello regionale, con modalità di controllo autonome".

Cattaneo, quindi, sembra non avere intenzione di 'imporre' al Comune di Milano una qualche decisione 'centralistica' da Palazzo Lombardia: "Non vi è un potere sovraordinato da parte della Regione nell'ambito delle proprie competenze. Lo spazio che ha Regione Lombardia è quello del confronto nell'ambito di una leale collaborazione tra le istituzioni".

Guerra tra Regione e Comune

Le limitazioni al traffico diverse tra Area B e misure regionali antismog sono soltanto l'ultimo atto di una 'guerra' che si è scatenata da tempo tra Comune di Milano e Regione Lombardia. Una guerra che non fa ovviamente bene né ai cittadini né alla soluzione dei problemi specifici. Sulle stesse misure antismog regionali, per esempio, la Regione ultimamente ha preso la strada di ulteriori deroghe (ad esempio per anziani a basso reddito) e vorrebbe rendere non automatico il blocco dopo i quattro giorni consecutivi di superamento delle soglie.

Una tendenza opposta a quella del Comune, che dal 25 febbraio avrà dichiarato guerra totale ai veicoli inquinanti compresi motori diesel relativamente recenti (Euro 3 e, tra qualche mese, Euro 4). Ma la battaglia istituzionale si è vista di recente anche sul tema dell'autonomia, con il sindaco Beppe Sala preoccupato per un possibile "centralismo regionale" che, in effetti, fa da sfondo (almeno come atteggiamento) al tentativo di 'limare' i divieti di Area B col Tavolo Aria congiunto.

E poi con la diatriba sull'aumento del biglietto Atm a 2 euro, connesso con la tariffa integrata per l'hinterland (il risultato, per molti pendolari di prima fascia, sarebbe una diminuzione della spesa per il trasporto). La Regione si era messa di traverso, forte della sua potestà di concedere al Comune, attraverso l'autorità di bacino in cui votano tutte le istituzioni coinvolte, un aumento così sostanzioso del biglietto ordinario. Proprio in autorità di bacino, però, Sala è convinto di riuscire a trovare i consensi necessari per "tirare dritto" sull'aumento del biglietto.

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