L'Onlus legata alla 'ndrangheta che aveva "vinto" un bene confiscato alla mafia

Il paradosso raccontato da Majorino: poi, in seguito a verifiche sui requisiti, le era stato subito tolto

Repertorio

Non poteva che fare molto rumore la notizia dell'inchiesta della guardia di finanza di Lodi sulle Onlus collegate con la 'ndrangheta che offrivano assistenza e accoglienza ai migranti culminata, il 2 luglio, con 11 arresti per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio.

Le Onlus, a partire dal 2014, hanno beneficiato di 7 milioni di euro ottenuti attraverso bandi pubblici (specialmente delle prefetture di Lodi, Parma e Pavia) vinti con offerte al ribasso e talvolta millantando servizi che in realtà non venivano poi offerti. Secondo l'inchiesta, almeno 4 milioni e mezzo dei 7 milioni ottenuti con i bandi sarebbero stati utilizzati dagli arrestati per scopi personali. 

La 'ndrangheta, poi, secondo l'inchiesta (denominata "Fake Onlus"), avrebbe sfruttato queste Onlus per fare ottenere ad alcuni suoi membri, reclusi in carcere, misure di detenzione alternative, facendoli figurare come dipendenti.

«E' un giro di soldi troppo elevato per sfuggire agli interessi della criminalità organizzata», reagisce Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza: «Da anni ribadisco che, sulle Onlus, bisogna fare chiarezza. Dietro alla continua volontà di accoglienza sfrenata da parte di molte associazioni non c’è la pietas caritatevole, ma solo un business. E gli arresti di oggi lo dimostrano. Associazioni pronte a riempirsi la bocca di accoglienza e le tasche di denaro. Quante altre realtà simili esistono? Serve un controllo a tappetto di tutte queste cooperative Onlus che gestiscono l’accoglienza, anche se, sfortunatamente per loro, gli sbarchi sono diminuiti».

«Proponiamo una commissione urgente in Comune per conoscere le realtà che a Milano si occupano della gestione degli immigrati arrivati irregolarmente in questi anni in Italia. E visiteremo alcune sedi di sopitalità e gestione di questi immigrati. Vogliamo fare chiarezza sul pericolo di sperpero del denaro pubblico per sollazzare il business dell'immigrazione clandestina», commenta Alessandro Morelli, capogruppo della Lega a Palazzo Marino e deputato.

Non si tira indietro Pierfrancesco Majorino, il 2 luglio a Strasburgo per partecipare, da neoeletto, alla prima seduta del nuovo Parlamento Europeo, e assessore uscente alle politiche sociali di Milano. Una delle Onlus coinvolte, Area Solidale, ha partecipato recentemente alla sesta edizione del Festival dei Beni Confiscati: «Valuteremo le azioni per tutelare l'immagine del Comune, ma anche delle associazioni che collaborano con l'amministrazione nel rispetto delle regole», afferma Majorino.

«L'inchiesta ha il merito di ricordare che non bisogna mai abbassare la guardia e dare per scontato il rispetto della legalità e delle regole», continua l'assessore: «Anche in ambiti come quello del sociale e dell’accoglienza non devono esserci ombre». Area Solidale, nel mese di ottobre 2017, ha partecipato al bando per l'assegnazione di un immobile in via Paisiello, ma dopo avere vinto il bando sono emersi requisiti non in regola e il bene le è stato tolto, per essere riassegnato nel 2019.

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