Candidato di Fi su Facebook: «Ma quale Bella Ciao, ai bambini si deve far cantare Faccetta Nera»

Il post dopo il canto del partigiano da parte di una scuola media alla festa con i migranti alla Montello. Ruggeri (Fi) scrive: "Faccetta Nera rappresenta meglio uno straniero che guarda all'Italia con speranza»

Un momento della festa alla Montello (Simone Zambelli, Fb)

Far cantare "Faccetta Nera" ai ragazzi delle scuole medie. Lo ha scritto, su Facebook, Otello Ruggeri, presidente del Comitato Greco 2.0 (in passato aveva protestato contro il refettorio per i poveri in quel quartiere) e componente del dipartimento regionale Sicurezza e Periferie di Forza Italia, partito per il quale si è anche candidato alle elezioni del Municipio 2 nel 2016 (senza essere eletto) e per il quale è in procinto di candidarsi alle elezioni comunali di Sesto San Giovanni nel 2017.

Il suo post ha creato molto scalpore tanto che il suo post (poi cancellato) è stato segnalato alla polizia. Ruggeri ha preso spunto dalla festa di due giorni all'ex Caserma Montello di via Caracciolo, dove sono ospitati circa 300 richiedenti asilo e dove, a suo dire, «ai bambini di una scuola media è stata fatta cantare 'O bella ciao'».

E poi ha proseguito: «A parte l'indegnità di strumentalizzare dei bambini per scopi politici, non trovate che questa strofa rappresenti meglio l'immagine di uno straniero che guarda al nostro paese con speranza: 'Seduta all'altipiano guardi il mare, moretta che sei schiava fra le schiave, vedrai come per sogno tante navi e un Tricolor sventolar per te'?».

Qualcuno ha visto il post e, come dicevamo, lo ha segnalato alla Digos, che ora indaga. E l'interessato ha vergato una nota per la stampa per precisare il senso della sua affermazione. «Non era certo mia intenzione suggerire fosse fatta cantare ai bambini "Faccetta Nera", bensì enfatizzare l'errore commesso, contrapponendo ad esso un atteggiamento contrario. Un'iperbole». Così Ruggeri. Che evidentemente ritiene un errore insegnare ai bambini "Bella Ciao". «Che non si trattasse di un'affermazione avrebbe dovuto suggerirlo anche il punto interrogativo posto al termine della frase». Ruggeri infine si scusa per «quanti potessero essersi sentiti offesi dal post».

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