Indagini Belsito, le reazioni. Maroni: "Ripercussioni elettoriali negative"

Fioccano le reazioni politiche sull'indagine a carico di Francesco Belsito, tesoriere Lega Nord

Con le indagini a carico di Francesco Belsito per finanziamenti illeciti, tesoriere della Lega Nord, fioccano le reazioni politiche, soprattutto all'interno di via Bellerio. 

Il più duro è Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno, che dice "di aver già chiesto in passato le dimissioni di Belsito": "Purtroppo - ha aggiunto Maroni - la richiesta non è stata ascoltata. Spero che quello che è successo, questa brutta vicenda, induca l'amministratore a rendersi conto che non può più rimanere lì e il consiglio federale della Lega Nord a prendere questa decisione che penso oggi inevitabile". 

L'inchiesta sul tesoriere della Lega Nord potrà avere delle ripercussioni alle elezioni amministrative di Maggio, secondo Maroni. Certo, "non è una bella cosa - ha commentato - e avrà anche ripercussioni negative, per questo dobbiamo reagire dimostrando di non avere nulla da nascondere. Se qualcuno ha sbagliato dovrà risponderne".

"Non abbiamo nulla da nascondere, comunque in Lega se qualcuno sbaglia paga": lo ha detto Matteo Salvini, consigliere comunale, parlando brevemente con i giornalisti fuori dalla sede della Lega in via Bellerio. "Qualche dubbio di accanimento però lo fa venire - ha aggiunto - il fatto che ci siano venti finanzieri di primo mattino il giorno in cui si depositano le liste elettorali".

Ha comunque specificato che Belsito dovrebbe dimettersi, intervistato dalla trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora". Poi ha raccontato il "siparietto" col pm John Woodcock: "Mi ha riconosciuto e salutato - ha detto Salvini - e ci siamo stretti la mano. Mi ha anche detto che il caffè della macchinetta era buono, e che sperava di non disturbatre. Io ho detto: Per carità, faccia come vuole".

Mette la mano sul fuoco Silvio Berlusconi. L'ex premier ha dichiarato di essere certo che "verrà provata l'assoluta estraneità ai fatti da parte di Umberto Bossi e della sua famiglia". Poi ha proseguito: "Chiunque conosca Umberto Bossi e la sua vita personale e politica non può essere neanche lontanamente sfiorato dal sospetto che abbia commesso alcunché di illecito".

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