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Bilancio, rotto l'accordo Pd-Pdl: berlusconiani sull'Aventino

Il Pdl: "Accordo non rispettato, tagli agli sprechi insufficienti". La maggioranza: "Falso, l'accordo voleva solo 30 milioni di risparmio sulle tasse ed è stato fatto"

Redazione29 giugno 2012

E' durato davvero poco l'accordo tra Pd e Pdl sul bilancio 2012 di Milano. Accordo che prevedeva un taglio di 30 milioni di euro alle spese da usare come "sconto" per le varie tasse (Imu, Tarsu) in via di revisione. La minor pressione fiscale ammonterà effettivamente a 30 milioni, ma il taglio delle spese sarà di 20. Gli ulteriori 10 milioni verranno ricavati dai dividendi di Atm e Metropolitana Milanese, in parti uguali.

Questo accorgimento ha mandato su tutte le furie il Pdl. "La giunta non fa sacrifici - ha spiegato Masseroli - proprio mentre li chiede ai cittadini. Siamo delusi". Il Pdl comunque non farà ostruzionismo ma resterà fuori dall'aula (insieme a Mariolina Moioli di Milano al Centro) perché non vuole che si additi al partito di Alfano la responsabilità di non riuscire ad approvare il bilancio entro il 30 giugno. "Si spolpano le partecipate - ha commentato Gallera - invece di tagliare gli sprechi".

Ma il Partito democratico respinge l'accusa di non avere rispettato l'accordo: "I milanesi risparimeranno 30 milioni di tasse - ha ribattuto la Rozza - e le scelte della giunta (su come recuperare questi 30 milioni, n.d.r.) non erano oggetto della trattativa". Sembra però che nel centrosinistra qualcuno abbia proposto di utilizzare parte del bonus che arriverà dal governo per restituire ad Atm e MM i dividendi. Al momento, però, questa offerta non è stata accettata.

Intanto la Lega Nord si prepara alla sua battaglia solitaria: fino agli ultimi minuti limerà gli emendamenti (che potrebbero essere più di mille) con l'obiettivo (dichiarato dal futuro capogruppo Alessandro Morelli) di tenere la maggioranza in aula fino a mezzanotte di sabato. Cioè, appunto, fino all'ultimo minuto utile del 30 giugno.

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La discussione preliminare di giovedì ha intanto fatto registrare una durissima presa di posizione del radicale Marco Cappato, secondo cui ai consiglieri comunali è arrivato un documento da accettare così com'è, senza poter incidere, nonostante la trasparenza e la partecipazione tanto citate. "Che sia l'ultima volta", ha detto in aula.

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