«Licenziamento scorretto e immotivato»

"L'unico che mi ha mandato un sms è stato Renzi": Boeri, con amarezza, parla del suo licenziamento da Palazzo Marino

Boeri e Pisapia durante un incontro (foto Fb/Boeri)

E' stato un licenziamento "inspiegabile, ingiusto, scorretto e immotivato" ma Stefano Boeri, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha intenzione di "continuare a produrre idee per la politica", nonostante non sia più assessore alla Cultura del Comune di Milano.

In un'affollata conferenza stampa martedì mattina in un cinema, Boeri ha ricondotto la decisione di licenziarlo "a una riunione avvenuta sabato tra il sindaco Pisapia e i dirigenti del Pd ed è stato quindi un concorso di colpa deciso da un gruppo ristretto".

In questi giorni ha ricevuto un sms da Matteo Renzi "che mi ha fatto molto piacere" mentre "Pier Luigi Bersani non lo sento da quando l'anno scorso ho detto che Penati doveva dimettersi dal Consiglio regionale. Da lì - ha proseguito - ho sentito un freddo glaciale nei miei confronti e credo che questo abbia avuto un riflesso su quanto successo ora".

Boeri ha fatto poi un bilancio di quanto fatto da assessore alla Cultura e di quanto lascia in eredità al suo successore Filippo Del Corno, tornando poi ad attaccare con forza il Partito Democratico.

"Nella politica di Milano - ha aggiunto - c'é un vuoto che si chiama Pd che è stato un costruttore di idee che ha portato un sindaco straordinario come Pisapia ma poi é scomparso perché ostaggio di un piccolo gruppo attento solo ad autoconservarsi".

"Le nostre idee - ha concluso - sono forti e penso che le cose cambieranno anche a livello nazionale perché c'é una straordinaria forza che ha capito qual è la posta in gioco. Continuo a pensare che il Pd sia il luogo dove portare le idee e voglio capire se è possibile riportare quel partito a parlare agli elettori e non solo ai suoi iscritti".

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