Minori: il Cam di Milano non chiuderà, c'è l'accordo dei partiti

Mozione votata all'unanimità in consiglio regionale. E anche il parlamento è pronto a intervenire

Tutti d'accordo al Pirellone

Il rischio che alla fine il Cam chiudesse (stiamo parlando del centro che si occupa di assistere i minori da 0 a 6 anni tolti dal tribunale dei minorenni alle famiglie) costringe di fatto la regione a un parziale dietrofront. Come si ricorderà, nel momento in cui il consiglio regionale ha votato la legge sulle competenze della nuova Città metropolitana di Milano, di fatto ha escluso il Cam dal novero. Il Cam, però, era gestito dalla provincia, di cui la Città metropolitana è diretta erede.

D'improvviso senza nessun ente che se ne occupasse, il Cam era a serio rischio chiusura per il 31 dicembre 2015. Ora la regione - con una mozione frutto dell'unione di due testi, uno del Pd e uno della Lista Maroni, e approvata all'unanimità al Pirellone - decide invece quantomeno di scongiurarne la chiusura. Vien da dire: non poteva pensarci contestualmente alla legge sulla Città metropolitana? Forse sì. D'altra parte nel "pasticcio" c'è anche la legge nazionale che, istituendo le Città metropolitane, ha "dimenticato" questo tipo di competenze.

La soluzione della regione è un tavolo di confronto con tutte le istituzioni per fare in modo che il Cam possa proseguire l'attività. Due le cose che servono: i soldi e la definizione legale di chi deve occuparsene. Giulio Gallera, neo assessore regionale all'inclusione sociale, ha promesso che la regione garantirà per i 17 minori attualmente ospitati, in modo che il loro reinserimento si completi. Anche il parlamento nazionale è però pronto a fare qualcosa: Michela Vittoria Brambilla (Forza Italia), presidente della commissione bicamerale per l'infanzia, ha fatto una sua proposta: garantire due milioni di euro (ad esempio con un emendamento alla legge di stabilità) per proseguire l'attività in attesa di una privatizzazione del centro con gara d'appalto (per Pierfrancesco Majorino, assessore comunale al welfare, il comune di Milano non può occuparsene). 

«Regione Lombardia ha deciso di muoversi, ora anche il comune faccia la sua parte», è il commento a caldo di Corrado Passera, candidato a sindaco di Italia Unica, tra i primi ad accorgersi del rischio chiusura del Cam. Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia) continua invece a sottolinare che la responsabilità è della legge nazionale sulle Città metropolitane che toglie ad esse le politiche sociali e insiste sul fatto che il comune deve occuparsi del Cam. Il Movimento 5 Stelle accusa il Pd e il centrodestra per avere entrambi responsabilità, al governo e in regione, sulla "dimenticanza". I consiglieri regionali pentastellati hanno comunque votato per la mozione. Ed Ncd, con Luca Del Gobbo, propone una "gestione associata", col comune capofila.

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