Sciopero sul cambiamento climatico: aderisce il Comune, approvata la mozione

Mozione in consiglio comunale per l'adesione ufficiale di Palazzo Marino alla giornata di mobilitazione

Un momento della prima manifestazione

Milano aderisce allo sciopero mondiale contro il cambiamento climatico previsto per il 24 maggio. Lo ha deciso il consiglio comunale approvando una mozione (presentata da Carlo Monguzzi del Partito Democratico) con 31 voti favorevoli. Oltre alla maggioranza hanno votato a favore il Movimento 5 Stelle e Milano in Comune (estrema sinistra). Contrario il centrodestra.

Con la mozione, il consiglio comunale impegna il sindaco di Milano a predisporre (entro sei mesi) nuove iniziative che riducano le emissioni inquinanti incentivando il risparmio energetico. Non solo: il sindaco dichiarerà lo "stato d'emergenza climatica e ambientale". 

«E' la prima volta che quasi tutti gli scienziati del mondo si trovano d’accordo su una cosa: sostengono che il pianeta si sta surriscaldando - ha commentato Monguzzi - Dobbiamo diminuire le emissioni di anidride carbonica ma ciascuno deve fare la sua parte e farla in fretta. Il Comune deve intensificare i suoi interventi. Ovviamente non basta il Comune, ci vogliono anche governo e Europa. Noi dobbiamo impedire l’aumento di anidride carbonica per non superare la soglia di 1.5 gradi in più di surriscaldamento».

La giunta, con la vice sindaca Anna Scavuzzo, ha espresso parere favorevole. Contrario Massimiliano Bastoni della Lega perché, a suo dire, la manifestazione del 24 maggio ha avuto una connotazione troppo politica: «Mi piace meno questo aspetto di marketing dietro a una battaglia che è di tutti». Netta contrarietà di Matteo Forte (Milano Popolare), secondo cui «questo ambientalismo è un’altra versione del populismo». Fabrizio De pasquale (Forza Italia) ha ironizzato: «La sinistra è sempre puntuale. Mentre si muore dal freddo, il nostro Comune a guida Pd pensa di cavalcare l'ultima moda 'verde' aderendo addirittura allo sciopero globale contro il riscaldamento globale».

Favorevole, come detto, il Movimento 5 Stelle: «Occorre poi passare dalle parole ai fatti. Arginare i cambiamenti climatici significa tassare le auto private e non i mezzi pubblici, piantare alberi e non costruire torri, smettere di consumare suolo e favorire le energie rinnovabili».

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