Cannabis terapeutica, "blitz" di Cappato in consiglio regionale: allontanato a forza

Da 13 mesi la Regione, contrariamente al suo regolamento, non discute una proposta di iniziativa popolare per regolare la cannabis terapeutica

Marco Cappato mentre viene portato via a forza

Da tredici mesi la Regione Lombardia viola il suo regolamento interno. E non mette in discussione una proposta di legge d'iniziativa popolare sulla regolamentazione della cannabis a scopi terapeutici, legge che è indispensabile per applicare appieno la nuova normativa nazionale.

Così Marco Cappato e Barbara Bonvicini (Radicali Italiani) hanno effettuato un "blitz" pacifico all'interno del consiglio regionale di martedì 4 luglio per chiedere il rispetto del regolamento: quando il presidente dell'aula Raffaele Cattaneo (Lombardia Popolare) ha letto il primo punto all'ordine del giorno della seduta, Bonvicini dal pubblico si è alzata in piedi e ha letto ad alta voce il punto del regolamento che "inchioda" la Regione.

Le leggi d'iniziativa popolari, se entro 90 giorni non vengono iscritte nel calendario dei lavori, sono automaticamente iscritte all'ordine del giorno del consiglio regionale nella prima seduta utile, con precedenza su ogni altro argomento. La Regione si difende spiegando che la proposta è al vaglio della commissione sanità, ma questo evidentemente non è sufficiente.

Bonvicini è stata "allontanata di peso" fuori dall'aula: a quel punto è intervenuto Cappato, spiegando ai consiglieri regionali che Bonvicini li stava solo "aiutando" a rispettare le loro stesse regole. Così anche lui è stato accompagnato a forza all'uscita.

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«Non discutere la legge d'iniziativa popolare costringe i malati a rivolgersi al mercato illegale, sostenendo costi elevati per fruire di prodotti di qualità incerta. Sono ormai 13 mesi che il termine è scaduto e sono numerosi i malati lombardi che non riescono a procurarsi i prodotti a base di cannabis a loro prescritti dai medici», commenta Cappato. «Se le cose stessero come dice la Regione, basterebbe "insabbiare" in commissione una proposta popolare per bloccarla, e ciò è evidentemente contrario alla legge regionale», aggiunge Bonvicini.

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