Case dalla Regione alle forze dell'ordine, il Pd: «Prezzi fuori mercato, poco convenienti»

La denuncia di Carmela Rozza. E se l'agente viene trasferito perde anche il capitale versato in patto di futura vendita. La Regione parlava di «modello per il Paese»

Garbagnate, via Mazzini: il sopralluogo di Rozza (Pd)

Case Aler ai membri delle forze dell'ordine. Un modo per venire incontro alle esigenze abitative di chi fa rispettare la legge nelle nostre città. Peccato, però, che quelle messe a disposizione da Aler a Garbagnate Milanese in due differenti complessi - visitabili a partire da mercoledì 21 maggio per gli interessati - non sembrino poi così convenienti. Lo denuncia Carmela Rozza, consigliera regionale del Partito Democratico, che ha effettuato sopralluoghi nei due indirizzi dove sono a disposizione 236 alloggi sui 256 totali messi a bando dalla Regione. Gli altri sono a Milano in via Caduti di Marcinelle.

Situazioni apparentemente diverse, a Garbagnate tra via Mazzini e via Milano, ma il risultato sembra identico: prezzi al valore di mercato e condizioni che, alla fine, potrebbero scoraggiare poliziotti e carabinieri (ma anche finanzieri o vigili del fuoco) intenzionati a prender casa in questo modo.

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In via Mazzini si tratta di alloggi nuovi, mai abitati, in una palazzina costruita tre anni fa. Il prezzo base è di 1.500 euro al metro quadrato e all'acquirente (la formula è il patto di futura vendita) viene anzitutto richiesto un anticipo del 10%. Nei successivi cinque o sei anni, il 75% del canone di locazione andrà a scomputo del capitale per acquistare. Alla fine del periodo, per acquistare realmente l'immobile occorrerà versare tutto il rimanente.

Agente trasferito, capitale perso

Il primo problema, però, è che se l'agente sarà frattanto trasferito altrove, come spesso capita trattandosi di forze dell'ordine, gli verrà restituita solo la caparra iniziale e perderà tutti i canoni versati fino a quel momento, compresa la parte che sarebbe stata a scomputo del capitale per l'acquisto. Siccome i trasferimenti non sono così rari, questa condizione trasforma tutta l'operazione in qualcosa di meno conveniente di quanto appaia.

Si diceva, poi, dei canoni a prezzi di mercato: 920 euro al metro quadrato per via Milano e 1.500 euro al metro quadrato per via Mazzini. Il problema è che si tratta di immobili tutt'altro che in buone condizioni. Per via Milano si parla di stabili e alloggi da ristrutturare, anche con opere di manutenzione straordinaria visto lo stato delle facciate e dei balconi. Per via Mazzini, le parti comuni dello stabile sono state "violate" da malintenzionati che hanno divelto i tubi del gas e crivellato con martellate alcuni portoncini, rubando anche del rame. Lavori anche qui, dunque.

«Si tratta di alloggi che la Regione non riesce a vendere da anni e che, però, non regala affatto», commenta Rozza: «Il dubbio è che la Regione intenda di fatto far pagare i lavori agli agenti che compreranno gli appartamenti. Si tratta di opere costose che vanno al di là dello sconto di un canone annuale, come sembra proporre la Regione per via Milano. Crediamo che le forze dell'ordine meritino più rispetto».

Confronto impietoso con i canoni di mercato

Tornando al confronto col mercato, i prezzi sembrano non reggere. Stando al Borsino Immobiliare del mese di maggio 2019, il canone di alloggi civili da ristrutturare a Garbagnate è di 885 euro al metro quadrato, e si parla di vendita "pura". La Regione, come abbiamo visto, propone in patto di futura vendita gli appartamenti di via Milano a un canone superiore, 920 euro al metro quadrato.

Il canone richiesto per via Mazzini (1.500 euro al metro quadrato) è in linea, stando al Borsino, con il canone degli appartamenti civili in ottimo stato: 1.520 euro al metro quadrato. Ma, come abbiamo visto, anche in via Mazzini occorrono lavori di ristrutturazione sulle parti comuni per sistemare tubature, portoncini e altro ancora «Forse l’obiettivo è scaricare sugli agenti i costi di ristrutturazione?», si chiede Rozza. 

Spulciando gli annunci immobiliari si riesce a trovare un appartamento di metratura simile a quelle messe a disposizione, con un costo di 4 mila euro in più (trattabile), già ristrutturato. Il gioco quindi sembra non valere la candela per gli esponenti delle forze dell'ordine in cerca di casa.

E dire che l'assessore alle politiche abitative di Regione Lombardia Stefano Bolognini (Lega), ad aprile, annunciando il bando, aveva parlato di «canone agevolato» e di «un primo esperimento in Italia che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha intenzione di estendere anche in altre Regioni». Un modello insomma. 

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