Bufera sul senatore Cerno (Italia Viva), eletto a Milano: «Il Pd mi ha chiesto il pizzo». Poi si scusa

La segreteria milanese dem ha annunciato querela. Motivo del contendere, i contributi degli eletti al partito, che Cerno non avrebbe mai versato

Tommaso Cerno

Bufera sul senatore ex Partito Democratico, da due giorni passato a Italia Viva (il partito di Matteo Renzi), Tommaso Cerno, ex condirettore di Repubblica eletto nel 2018 nel collegio di Milano centro. Non appena si è diffusa la notizia del passaggio a Iv, dalla segreteria provinciale del Pd è partita la riichiesta dei contributi arretrati che tutti gli eletti dem versano alle casse del partito, e che lui non avrebbe mai versato, tanto che dell'argomento (così come della vicinanza di Cerno ai 5 Stelle su alcuni temi, come la Tav) si era già parlato.

Ma la reazione di Cerno ha scatenato le polemiche. Il senatore ha affermato (durante la trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora") che «hanno chiesto il pizzo. La segretaria (Silvia Roggiani, n.d.r.), quella che faceva la portaborse della Toia (Patrizia Toia, eurodeputata, n.d.r.). Dopo avermi chiesto il pizzo di 18 mila euro, mi ha detto buona fortuna. Si chiama pizzo, i soldi per parlare, per esprimere il proprio pensiero».

Il riferimento al pizzo non è però rimasto sotto silenzio: la Roggiani ha annunciato una querela, forte della solidarietà ricevuta da tutto il partito a cominciare dal segretario Nicola Zingaretti, che su Twitter ha parlato di «aggressione» alla segretaria milanese dem. E anche il sindaco di Milano Beppe Sala è intervenuto per stigmatizzare le espressioni di Cerno, ricordando che prima delle elezioni del 2018 aveva chiesto che a Milano non venissero candidate persone "catapultate" in collegi "sicuri" per il centrosinistra come quello del centro storico. 

«Un giornalista deve rendersi conto della gravità della parola pizzo»

Le reazioni da parte di tutto il Pd non si sono fatte atttendere. «Il pizzo si paga ai mafiosi», ha stigmatizzato la deputata Barbara Pollastrini: «Il fatto che un giornalista nonché senatore non si renda conto della gravità delle proprie parole fa capire quanto il limite della serietà e della decenza sia stato oltrepassato». Ed anche da Italia Viva il riferimento al pizzo non è stato gradito. Il deputato milanese di Iv Mattia Mor, per esempio, ha affermato: «Trovo che parlare di pizzo, soldi per parlare e minacce sia inaccettabile e che Tommaso dovrebbe scusarsi. Il Pd di Milano in questi anni ha svolto un ruolo importante nell’accompagnare la città nel suo sviluppo, coinvolgendo migliaia di persone nella vita pubblica ed aiutando le amministrazioni Pisapia e Sala a portare i risultati che tutti abbiamo davanti agli occhi. Dal 2012 abbiamo fatto un percorso insieme entusiasmante e costruttivo, che la scelta di aver preso un’altra strada con Italia Viva non può certo far dimenticare né negare».

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Successivamente Cerno ha chiesto scusa per le espressioni utilizzate: «Mi scuso con il Pd - ha affermato - per avere usato il termine "pizzo" in riferimento ai soldi richiesti per poter parlare in dissenso dal partito. In effetti si tratta di una tassa, in quanto casualmente la richiesta arriva con le mie dichiarazioni. Rimane curioso notare come il Pd milanese abbia ridicolizzato la mia posizione, poche ore prima che l'alleanza Pd-M5s fosse saldata».

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