Sindaco di Riace, una petizione chiede per lui cittadinanza onoraria di Milano

A lanciare la petizione Rifondazione Comunista

Domenico Lucano (da Facebook)

"Il Comune di Milano dia la cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano". Questo il titolo della petizione lanciata sul sito change.org dalla sezione milanese di Rifondazione Comunista e diretta al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri. La proposta, come si legge nel testo online, fa seguito alla "emozionante assemblea del 30 ottobre 2018", incontro nel corso del quale il sindaco di Riace Domenico Lucano era stato accolto da una calorosa e densa folla di milanesi.

Le motivazioni

Milano, annotano i sostenitori della petizione, "ha manifestato affetto e vicinanza a Mimmo Lucano e alla sua straordinaria esperienza di accoglienza di Riace". Di qui l'idea di trasformare "la solidarietà espressa in qualcosa di concreto con un gesto civile di grande importanza: dare la cittadinanza onoraria della città di Milano", come si legge in una nota di Rifondazione Comunista."Fatelo - concludono i sostenitori della petizione - la città e il paese vi sarà grato e solidale".

L'arresto

Domenico Lucano è stato sospeso dalla carica di sindaco del comune di Riace, provincia di Reggio Calabria, dopo che lo scorso 2 ottobre, era stato arrestato con l'accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e affidamento fraudolento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Una manifestazione di solidarietà nei confronti dell'uomo era stata indetta a Milano il 6 ottobre.

Immediatamente dopo l'arresto del primo cittadino di Riace, l'Italia si era divisa tra chi puntava il dito contro il sindaco e chi invece metteva in luce la sua lungimiranza nell'avere implementato un sistema di accoglienza che, coinvolgendo tutto il suo paese, aveva permesso perfino di generare un indotto lavorativo. Secondo i sostenitori di Lucano, il suo era un modello di integrazione virtuoso e da imitare. Inizialmente posto agli arresti domiciliari e sospeso dalla carica, Lucano è stato poi liberato, ma con divieto di dimora a Riace.

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