Martiri delle foibe, l'assessore Rozza: "Persone vilipese e dimenticate"

L'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano Carmela Rozza è intervenuta martedì in rappresentanza del Comune di Milano alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe

L’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano Carmela Rozza è intervenuta martedì in rappresentanza del Comune di Milano alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe.

“La giornata, istituita molto tardivamente nel 2004, è dedicata alla memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati - ha dichiarato l’assessore -. Negli anni a cavallo del 1945, migliaia di italiani furono trucidati barbaramente sul confine orientale e 350mila connazionali costretti all’esilio dalle terre natie in Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione del maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica nei confronti dei cittadini italiani. Questa memoria parla anche all’Europa di oggi in cui si sta determinando una situazione non uguale ma simile in Ucraina”.

“Nel corso degli anni - ha proseguito Carmela Rozza - questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime di Tito”, ha proseguito.

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“Nel 1980, in seguito all’intervento delle associazioni combattentistiche, patriottiche e dei profughi istriani-fiumani-dalmati, il pozzo di Basovizza e la Foiba numero 149 vennero riconosciute quali monumenti d’interesse nazionale. Il sito di Basovizza, sistemato nel Comune di Trieste, divenne il memoriale per tutte le vittime degli eccidi del 1943 e 1945, ma anche il fulcro di polemiche per il prolungato silenzio e il mancato omaggio delle più alte cariche dello Stato. Tale omaggio giunse nel 1991, quando a Basovizza si recò l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga seguito, due anni più tardi, dal successore Oscar Luigi Scalfaro che nel 1992 aveva dichiarato la Foiba di Basovizza monumento nazionale”, ha concluso l’assessore.

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