La condanna di Sala. Salvini: «Da milanese resto orgoglioso di come è stato gestito Expo»

Reazioni di solidarietà al sindaco da parte degli avversari di centrodestra dopo la condanna a 6 mesi per l'appalto della piastra Expo

Beppe Sala

Colpevole di avere retrodatato due verbali sulla sostituzione di altrettanti componenti della commissione della gara per la piastra di servizi di Expo, ma con le attenuanti generiche e anche quella di avere agito «per moviti di particolare valore sociale». Il sindaco di Milano Beppe Sala, insomma, secondo i giudici ha effettivamente commesso il reato di falso materiale e idelogico ma è stato mosso dall'urgenza di finire in tempo i lavori per preparare l'area al confine tra Milano, Pero e Rho all'esposizione universale del 2015.

La sentenza è stata letta venerdì mattina: 6 mesi di reclusione convertiti a una multa di 45 mila euro, contro i 13 mesi chiesti dal sostituto procuratore generale Massimo Gaballo, dopo uno scambio "al vetriolo" tra la procura e gli avvocati di Sala durante le repliche finali. Il pg, riferendosi ad alcune frasi dei legali di Sala alle arringhe, ha affermato che «se un imputato è sereno della sua innocenza la sua difesa non ha bisogno d'infangare la pubblica accusa». Una affermazione bollata come «un'altra caduta di stile» dall'avvocato Salvatore Scuto, della difesa del sindaco.

E se il sindaco ha affermato di volere continuare a fare il suo lavoro, almeno fino alla fine del mandato, specificando però che «una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall'occuparsi dalla cosa pubblica» e che «è stato processato il lavoro, ed io ne ho fatto tanto», dal mondo politico sono arrivati molti messaggi di solidarietà, anche dal centrodestra.

Salvini: «Resto orgoglioso di Expo da milanese»

«Non sono abituato a festeggiare le condanne altrui», ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Da milanese sono orgoglioso di come è stato gestito Expo. Se c'è stato un errore verificheremo di che tipo di errore si tratta, però mentre a sinistra di solito festeggiano le sentenze contro tizio e contro caio, io da milanese non festeggio se il mio sindaco viene condannato». 

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«Siamo garantisti sempre e quindi con Beppe Sala cui chiediamo di continuare a  svolgere le funzioni per le quali è stato eletto», la reazione di Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino: «Lo invitiamo a unirsi a noi nella battaglia per la riforma della giustizia ed in particolare nelle proposte per evitare la deresponsabilizzazione di amministratori e dirigenti pubblici, evitando piuttosto di inseguire i settori più giustizialisti del suo partito che in passato lo hanno spinto ad assumere provvedimenti punitivi nei riguardi di non condannati nemmeno in primo grado». «Noi il sindaco Sala preferiamo batterlo alle urne», gli ha fatto eco Alessandro De Chirico, anche lui consigliere comunale.

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