Corruzione in Lombardia, spunta consulenza a Lara Comi (Fi). Lei: "Non c'entro"

L'eurodeputata uscente smentisce di avere ricevuto consulenze a società a lei riconducibili

Lara Comi

Anche Lara Comi, europarlamentare uscente di Forza Italia e ricandidata alle elezioni del 26 maggio, spunta dall'inchiesta sulla corruzione in Lombardia che ha già portato all'arresto dei suoi colleghi di partito Pietro Tatarella (consigliere comunale a Milano, dimissionario, e candidato anch'egli alle europee) e Fabio Altitonante (sottosegretario in Regione, a cui il presidente Attilio Fontana ha sospeso l'incarico).

Video. Gli arresti

Tutto ruota attorno alla figura dell'ex plenipotenziario di Forza Italia a Varese Gioacchino "Nino" Caianiello, considerato "burattinaio" di nomine e del sistema corruttivo. L'uomo avrebbe fatto ricevere consulenze per 38 mila euro a una società legata alla Comi da parte dell'Afol Città Metropolitana, l'agenzia di formazione e lavoro. 

L'eurodeputata ha smentito però un suo coinvolgimento spiegando, attraverso il suo avvocato, che l'unica società a lei riconducibile, Premium Consulting, non ha mai ricevuto consulenze da Afol o comunque da soggetti finiti nell'inchiesta.

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