Ucraina: mozioni in regione per superare embargo e sostenere l'est

Lega e lista Maroni presentano due documenti: uno per superare l'embargo di prodotti agricoli europei stabilito da Mosca, l'altro a sostegno delle popolazioni dell'est ucraino

Manifestazione pro Ucraina a Milano

La crisi in Ucraina "irrompe" nel consiglio regionale lombardo, che martedì 9 settembre ha in programma la discussione di due mozioni sul tema: la prima, presentata dal gruppo della Lega Nord, riguarda l'embargo di prodotti agricoli dell'Ue in Russia. La seconda, presentata da Stefano Bruno Galli, capogruppo della Lista Maroni, riguarda l'autodeterminazione delle popolazioni dell'est dell'Ucraina.

Da almeno una settimana, nonostante le smentite, le truppe russe stanno aiutando materialmente i ribelli filo-Mosca delle regioni dell'est contro l'esercito regolare ucraino, impegnato a cercare di ristabilire l'ordine. Sul fronte diplomatico, l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno comminato sanzioni alla Russia per colpire oligarchi vicini a Vladimir Putin. La reazione di Mosca non si è fatta attendere, con contro-sanzioni rivolte ai prodotti agricoli e poi anche tessili dell'Ue: a rimetterci, questa volta, i piccoli imprenditori europei.

La mozione della Lista Maroni richiama il principio di autodeterminazione dei popoli, sancito anche dall'Onu. "In questa complessa situazione - si legge nel testo - che vede protagonisti direttamente i popoli con le loro istanze di autogoverno e di autodeterminazione, il governo ucraino ha tentato e sta tentando di impedire con le proprie forze armate la libera espressione e il libero compimento della volontà delle minoranze etniche". La lista chiede al governatore Roberto Maroni di impegnarsi dal punto di vista diplomatico per dar attuazione al principio di autodeterminazione.

La mozione della Lega Nord sottolinea i riflessi negativi sull'economia italiana (e non solo) delle sanzioni di Putin, e chiede alla regione di attivarsi dal punto di vista diplomatico per fare da "paciere" tra le parti in causa e superare la "guerra" dell'embargo, ma anche a consolidare le buone relazioni con la Russia "affinché - si legge - i prodotti regionali vengano esclusi dalle misure di blocco in virtù di un rinnovato senso d'amicizia e collaborazione tra il popolo lombardo e quello russo".

CRISI IN UCRAINA - In principio fu Maidan, la piazza principale di Kiev, teatro di un presidio lungo tutto l'inverno contro l'improvvisa decisione di Viktor Yanukovich di non firmare il trattato d'associazione con l'Ue, nonostante fosse un punto qualificante del suo programma elettorale. A febbraio 2014 un gruppo di cecchini sparò sulla folla di Maidan uccidendo quasi cento persone. L'ultimo tentativo del presidente di riprendere il controllo della situazione, poi la sua deposizione formale (perché si era reso irreperibile e quindi non erano note le sue condizioni di salute). L'Ucraina sembrava uscita dal lungo periodo di stallo politico, ma tutto doveva ancora iniziare: la Crimea, regione a maggioranza russofona, si ribellò (aiutata - e ci sono prove in merito - dall'esercito russo) e votò un referendum di annessione a Mosca, dichiarato illegale dal governo di Kiev perché la costituzione prevede una modalità diversa per questo tipo di referendum.

Dopo la Crimea, il focolaio si spostò a est, nelle regioni di Donetsk, Luhansk e Kharkiv, dove i filo-russi (a inizio aprile) attaccarono alcuni edifici governativi, scatenando la reazione anti-terrorismo da parte della polizia e dell'esercito ucraini. Il sospetto che la Russia aiutasse i ribelli diviene un dato di fatto a fine agosto, quando diversi mezzi militari e soldati russi vengono visti nel territorio ucraino. Nel frattempo il 17 luglio un aereo della Malaysian Airlines partito da Amsterdam fu abbattuto in zona di guerra. Nonosante successive smentite, esistono prove della responsabilità dei separatisti, che ritenevano di avere abbattuto un cargo militare ucraino.

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