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Paura di "sgambetto" alla Cina: e il Dalai Lama non sarà "milanese"

Dietrofront (probabilissimo) sulla cittadinanza onoraria al Dalai Lama; si sta facendo di tutto per non far indispettire i cinesi in vista di Expo 2015

Redazione21 giugno 2012
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La decisione definitiva è stata presa dalla riunione dei capigruppo del Consiglio comunale di Milano in agenda alle 13 di giovedì, e, come previsto, il dalai lama, atteso a Milano la prossima settimana, non riceverà la cittadinanza onoraria. Ma Pisapia si è reso disponibile a riceverlo. 

La mediazione su cui si è al lavoro, per preservare i rapporti con la Cina, è di archiviare il riconoscimento e di concedere a Sua Santità Tenzin Gyatso l'onore di partecipare a una seduta di Consiglio in cui potrà parlare alla città. Si va infatti con decisione, a quanto trapela, verso il dietrofront sulla cittadinanza onoraria alla guida spirituale della comunità buddista.

Nonostante la delibera di iniziativa consiliare porti in calce le firme dei rappresentanti di tutte le forze politiche dell'aula, le pressioni da parte della Cina e della stessa Farnesina e la paura di compromettere i rapporti con il gigante asiatico, anche in vista di Expo 2015, avrebbero convinto l'aula a tornare indietro sui loro passi.

Il caso diplomatico è stato anche al centro, nella tarda serata di mercoledì, di un incontro d'urgenza convocato dal sindaco Giuliano Pisapia con i capigruppo della maggioranza di centrosinistra. Il voto sull'onorificenza era in programma per oggi, alle 14.30, in una seduta di Consiglio anticipata di due ore per l'occasione.

Ma le continue pressioni (un intervento sarebbe arrivato anche dal console cinese a Milano e dal Prefetto) e i timori di possibili ritorsioni del 'Celeste Impero' sull'evento del 2015, quando sono attesi un milione di visitatori cinesi, hanno portato a un cambio di programma, con un tentativo di mediazione dell'ultimo minuto.

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Già cinque anni fa, sempre in occasione di una visita a Milano del Dalai Lama, non ci furono né eventi né incontri istituzionali per non indispettire la Cina e l'allora sindaco di Milano Letizia Moratti, anche allora per non mettere a rischio i rapporti con il gigante asiatico in vista del voto del Bie sull'assegnazione dell'Expo, optò per non riceverlo a palazzo Marino ma per andare lei a salutarlo al Palasharp, luogo della conferenza pubblica.

Dalai Lama
religione

11 Commenti

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  • Avatar anonimo di stefano

    stefano è il capitalismo, bellezze

    il 22 giugno del 2012
  • Avatar di uvaspina floresta

    uvaspina floresta non mi sembra una buona idea farsi sottomettere dal mercato cinese,già lo abbiamo capito che chi comanderà un domani l'Italia è giallo. Noi stiamo perdendo tutti i pezzi e imezzi a disposizione per essere indipendenti,il resto lo vedremo fra non molto! A casanostra si devono poter fare le scelte che vogliamo ...ma non è più cosi'...ci vendiamo x il denaro ,è un povero governo il nostro e senza dignità

    il 22 giugno del 2012
    • Avatar anonimo di luca

      luca Dopo 60 anni di servilismo agli U$A, venite a fare la morale sui condizionamenti esterni per motivi economici da parte di altri paesi? Ma stiamo scherzando?

      il 23 giugno del 2012
  • Avatar anonimo di Lisi

    Lisi Pisapia ha le mani legate, ma i milanesi no! Gliela diano loro, al Dalai Lama, la cittadinanza onoraria, anche se solo idealmente... http://milanau.blogspot.it/2012/06/il-dalai-lama-un-milanese.html

    il 22 giugno del 2012
  • Avatar anonimo di luca

    luca La politica è fatta di scelte e compromessi. Il Comune di Milano non può certo compromettere il buon esito dell'Expo mettendosi contro la prima economia mondiale come la Cina, soltanto per una scelta simbolica come questa. La cittadinanza gli verrà concessa dopo l'Expo.

    il 21 giugno del 2012
    • Avatar anonimo di carlo

      carlo Però Lucaq devi convenire che la Cina ha apertamento dichiarato di non partecipare all' expo in caso il Comune di Milano conceda la cittadinanza al Dalai Lama...se non è ingerenza, prepotenza e ricatto questo....non so cos' altro dovrebbe minacciare la Cina.

      Ed il tutto perchè? perchè la Cina non vuole si dia visibiltà a non solo al Capo Spirituale del Popolo Tibetano ma al Capo di Stato in esilio di una nazione occupata dalla stessa Cina.

      Il compromesso è un conto l' essere supini all' Imperialismo cinese un altro.

      il 22 giugno del 2012
      • Avatar anonimo di luca

        luca Tutto il mondo è supine alle prepotenze della Cina sul popolo tibetano. Nessuno ha osato boicottare l'Expo in cina e le Olimpiadi di Pechino negli assi scorsi.

        La velata minaccia della Cina di boicottare l'Expo di Milano, è una prepotenza di cui dobbiamo ingerire il rospo, per il semplice motivo che gli interessi economici sull'Expo sono tali, da non poterci permettere un fallimento, cosa che senza il potenziale della Cina potrebbe essere certo.

        L'EXPO è una manifestazione tanto importante, tale da incidere persino positivamente sul PIL nazionale pari a circa lo +0,20% in 10 anni fino al 2020, con una produzione aggiuntiva sul prodotto italiano pari a un minimo di una 70 di miliardi di euro di valori aggiunti in più, sul prodotto nazionale (secondo uno studio della Bocconi). Questo il motivo per cui l'Expo sarà una manifestazione fondamentale per il paese, e ovvimanete per la città, e non possiamo permetterci nessun rischio di fallimento. La Cina non è solo una potenza mondiale, ma è anche un mercato mondiale pari al 1/6 del mercato mondiale, nonchè è anche un mercato del lavoro appetibile per le multinazionali occidentali, di cui i governi occidentali ne difendono gli interessi.
        Per motivi di interessi economici reciproci, a volte si è costretti a subire ricatti e prepotenze, vedi Stati Uniti negli ultimi 60 anni, vedi il caso Battisti in Brasile, vedi gli ex terroristi rossi in Francia, vedi il caso sui Marò in India.

        il 22 giugno del 2012
    • Avatar di Mou

      Mou ma difatti non dico nulla,però purtroppo devi ammettere che è frustrante doversi inginocchiare per mero motivo economico.Cmq non polemizzo assolutamente con l'amministrazione,si inginocchiano tutti appunto,dall'altra parte poi,è una cosa che avviene in percentuali addirittura superiori rispetto a questa.

      il 21 giugno del 2012
      • Avatar anonimo di luca

        luca E' frustrante, ma non è una novità, e non è una prerogativa soltanto italiana, lo hanno fatto e continueranno a farlo tutti i paesi che nutreranno interessi economici reciproci. La Cina è un mercato per le potenze occidentali, un miliardo di persone (1/6 della popolazione mondiale) pronte a diventare consumatori dei prodotti delle aziende occidentali, così come la Cina è un mercato del lavoro, dove le aziende e industrie occidentali possono sfruttare senza problemi la manodopera locale, senza diritti. Questo è il capitalismo, su cui si basano le economie dei paesi occidentali. Gli interessi economici sono troppi e tali, da non potersi permettere "inimicizie" di questo tipo, Pisapia è stato molto chiaro e lo ha apertamente detto in consiglio comunale.

        il 22 giugno del 2012
  • Avatar di Mou

    Mou Sotto l'avallo della Cina si compioni centinaia di porcate ogni anno,ogni giorno,ogni minuto:comprano terre in Africa,affamando le polazioni locali,in altri casi permettono bagni di sangue in cambio di succulenti barili di petrolio,bloccando di fatto le attività dell'O.n.u e aloro volta hanno un rispetto dei diritti umani che fa pietà.I politici italiani si prostrano,tutti,senza distinzioni.Da anni,sono come i nobili che aspettano l'arrivo del re.salemelecchi,inchini,leccate e via discorrendo.e poi si parla di dignità della politica..

    il 21 giugno del 2012
  • Avatar anonimo di Carlo

    Carlo Non credo si tratti solo della paura di perdere dei turisti per l' EXPO ma si tratta di una situazioen più ampia: non alterare la suscettibilità del Regime Comunista Cinese con cui la nostra industra manifatturiera e non solo fa affare d' oro.

    Non dimentichiamoci oltretutto che sempre per colpa della Cina che è affamatissima di materia prime e compra il petrolio dal Sudan il problema del Genocidio di crisitani ed animisti del darfur ad opera delle bande del regime islamista viene sottaciuto dall' Europa impaurita di veder limitati i suoi interessi con la Cina

    il 21 giugno del 2012