Referendum autonomia, Maroni ha deciso: si vota il 22 ottobre come in Veneto

Decisa la data dal governatore. Polemiche dal centrosinistra

Roberto Maroni (presidente della Lombardia, Twitter LombardiaOnLine)

Si terrà domenica 22 ottobre il referendum per "l'autonomia della Lombardia": lo ha annunciato Roberto Maroni, presidente della Regione, al termine della riunione di giunta del 21 aprile che si è svolta nella città di Bergamo. Si tratta della stessa data già scelta dal Veneto, anch'esso a guida leghista. E, novità, il referendum si svolgerà con il voto elettronico.

«Sarà l'inizio di una fase nuova - ha spiegato Maroni - che porta la Lombardia e il Veneto nelle condizioni di poter amministrare maggiori risorse. La Lombardia merita di essere una Regione a statuto speciale, meritiamo di tenerci tutte le tasse pagate che oggi vanno disperse in mille rivoli».

Maroni è poi passato direttamente alla "campagna elettorale": «Non credo che nessun lombardo possa votare 'no' al quesito "vuoi che una parte rilevante dei 53 miliardi di tasse lombarde che escono dalla Lombardia e non tornano rimangano qui per aiutare chi ha bisogno, per realizzare gli ospedali, per migliorare l'assistenza sanitaria, abolire il bollo auto?».

Non si sono fatte attendere le reazioni da parte dell'opposizione. «Maroni - commenta Chiara Cremonesi di Sel - si conferma deciso a garantire alla Lega un pezzo di campagna elettorale a spese dei lombardi. Questo referendum da oltre 40 milioni di euro non porterà a una maggiore autonomia per la nostra Regione, ma solo a un ulteriore passaggio con il governo che potrebbe essere invece avviato da subito».

«Se volesse davvero il trasferimento di maggiori competenze alla Lombardia, Maroni non butterebbe al vento 46 milioni di euro e coglierebbe al volo la disponibilità del governo, espressa dal ministro Maurizio Martina, di aprire il tavolo per la trattativa. I nostri sindaci e i nostri presidenti di provincia hanno indicato da un anno e mezzo questa strada per avere più autonomia e più risorse. Ora Maroni e la Lega scelgano se vogliono davvero l'autonomia o solo fare una sceneggiata elettorale», spiega invece Alessandro Alfieri del Pd.

«Il referendum è inutile perché il governo ha dato segnali di apertura e disponibilità», dichiara Giorgio Gori del Pd, sindaco di Bergamo che ha partecipato alla riunione della giunta nella sua città (e da molti è dato per candidato del centrosinistra a presidente della Regione nel 2018). Gori definisce «condivisibile l'obiettivo», ma ricorda che Martina «ha già affermato che non c'è bisogno di fare un referendum per trattare con il governo».

«Sono sempre pronto a discutere e collaborare», ribatte Maroni. «Se ci saranno segnali di concretezza dialogherò volentieri col governo. Intanto oggi abbiamo fissato la data del referendum».

E il Movimento 5 Stelle si "schiera" a favore: Dario Violi, consigliere regionale, parla di «grande occasione per i lombardi» e sottolinea che «non si discute di indipendentismo padano o secessioni farlocche». Poi accusa il Pd: «Hanno fatto di tutto per evitare l'abbinamento del referendum con le elezioni. Se spendiamo milioni di euro per il referendum è colpa del loro governo. E' ancora più ridicolo che i loro sindaci e amministratori locali, dopo anni di tagli e la desertificazione delle risorse ai territori da parte del governo, pretendano di aprire un tavolo per avere l'autonomia».

Sul fronte del "no", il Patto Civico con Roberto Bruni. «Sembra che sia finalmente stata fissata una data a oltre due anni dall'indizione. Per il 22 ottobre ne saranno passati addirittura più di due e mezzo. E il punto surreale è che in tutto questo tempo, nell'attesa di un referendum inutile, Maroni poteva avviare una trattativa con il governo risparmiando 40 e rotti milioni di euro», chiarisce il consigliere regionale del centrosinistra, capogruppo del Patto. «Incalzeremo la Giunta con una mozione affinché si riempia di contenuti concreti un'operazione che al momento è tutta e solo propaganda».

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Commenti (7)

  • ma il governatore Maroni non aveva già indetto questo stesso referendum per il 29 maggio o, al più tardi, il 12 giugno... 2016? c'è ancora l'articolo, su MilanoToDay: stavolta si vota davvero oppure, dopo il congresso leghista di metà maggio, "passata la festa, gabbato lo santo"?

  • Avatar anonimo di maurizio
    maurizio

    andrea  perchè  vuoi privare  i  cittadini milanesi della  loro  libertà.se  io preferico  usare  auto nessuno me  lopuò vietare.potenziare i  mezzi  pubblici  una  chimera per  i  pesci  che  abboccano .a  milan se  dis  ciacer!

    • Avatar anonimo di Andrea
      Andrea

      Io non ti voglio vietare di usare l'auto, voglio renderlo così costoso che la userà solo chi ne hai l'effettiva necessità. D'altra parte non vorrai mica privare i milanesi della libertà di respirare aria pulita e godersi la propria città senza sentire rumori e avere auto parcheggiate dappertutto.

      • E allora se vuoi far diventare antieconomico usare l'auto cominciamo a far pagare il posteggio in strada anche a tutti i residenti che ce la lasciano, così voglio vedere chi sarà ancora contrario a far costruire box o parcheggi in tutti gli spazi possibili e arrivare a fare come a Tokio ove chi non ha un posto auto privato non può acquistare l'auto. Ovviamente nessuno parcheggia in strada ma solo nei silos. Pensi che la giunta che decidesse in tal senso sopravviverebbe? Non credo, la tua è solo utopia, l'aria di Milano non è inquinata dalle sole auto, ma ci sono altre fonti più importanti, detto ciò il potenziamento del trasporto pubblico è una soluzioni irrinunciabile, sempre che la smettano di pensare alla privatizzazione dei trasporti.

  • Avatar anonimo di Andrea
    Andrea

    Il bollo dell'auto non è da abolire! Bisogna potenziare i mezzi pubblici come avviene nei paesi nordici dove avere un'auto costa un occhio della testa!

  • Ha torto Maroni, gli piace vincere facile con certi quesiti, ha torto il governo, non si può andare avanti così. E' vero, ci sono regioni e regioni, chi è virtuoso si vede depauperato dei soldi delle tasse che vanno a finire in regioni sprecone (eufemismo per non dire di peggio) che invece se ne fregano di far funzionare a dovere l'apparato amministrativo e si regalano stipendi e vitalizi esagerati, vedi la Sicilia. La soluzione? Chiudere anche le Regioni o accorparle in macro regioni, 4 massimo 5, cominciando da subito a cancellare le regioni a statuto speciale, non hanno più senso di esistere, se siamo tutti europei non vedo perchè dobbiamo ancora tutelare minoranze varie, eppoi anche in certe regioni, come la suddetta Sicilia, la smettono di sprecare i soldi dei contribuenti.

  • Avatar anonimo di maurizio
    maurizio

    era  ora dai dai

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