Corsico, bufera in consiglio comunale: si dimette il sindaco Errante

Le dimissioni dopo che Forza Italia ha bocciato l'alienazione di un'area. La storia (travagliata) della giunta Errante, dalle mense scolastiche al Festival dello Stocco

Filippo Errante ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Corsico. Il primo cittadino è stato di fatto "sfiduciato" dai consiglieri di Forza Italia durante la seduta di consiglio comunale di giovedì 4 aprile: gli "azzurri" hanno votato insieme alle opposizioni un emendamento al bilancio. C'è però un "giallo": al momento della votazione mancava il numero legale, per cui l'approvazione dell'emendamento della discordia è nulla. 

Errante, a capo di una maggioranza di centrodestra da quando vinse le elezioni nel 2015 al ballottaggio, aveva preannunciato le dimissioni nel caso in cui l'emendamento fosse passato. Si trattava di eliminare dal piano delle alienazioni l'area commerciale Conti, sulla Vigevanese. Area che era stata inserita nel piano con il favore di tutta la giunta, assessori di Forza Italia compresi. Facile immaginare che il problema non sia questo ma che il voto di giovedì sera sia il risultato di screzi che si prolungano da tempo.

Rottura nella maggioranza

Forza Italia lamenta da mesi di essere poco coinvolta nelle scelte amministrative della città. D'altronde, secondo Errante, rinunciando a vendere l'area il Comune di Corsico si priverà di circa un milione di euro che avrebbero potuto essere utili per futuri investimenti per la collettività. 

La rottura si è consumata in aula tra aperti battibecchi che hanno coinvolto i consiglieri di maggioranza, da una parte Lega e Fratelli d'Italia, dall'altra Forza Italia, e alcuni assessori. Ora Errante ha 20 giorni di tempo per ripensare alle dimissioni. E, come si diceva all'inizio, queste s'intrecciano con l'invalidità del voto all'emendamento, mancando il numero legale. 

Consigliera di Corsico: «La Sgrena? Una stronza patetica»

«Il cambiamento che avevano promesso è stato in peggio», il commento della lista d'opposizione Insieme per Corsico: «ora serve una nuova classe di governo, moderna, competente e capace di far ripartire la vita economica e sociale della nostra città».

Giunta Errante: le mense, "Bella Ciao"...

E' stata piuttosto travagliata l'esperienza della giunta Errante, formatasi nel 2015 dopo la vittoria al ballottaggio col 57% dei consensi contro il sindaco uscente di centrosinistra Maria Ferrucci, del Partito Democratico. Alla fine dello stesso anno la prima polemica sulle mense scolastiche, per la decisione della giunta di togliere i pasti ai figli delle famiglie che non pagavano il servizio. Secondo Errante questa minaccia sarebbe servita a indurre le famiglie a concordare piani di rientro, ma intanto si era scatenata una polemica a livello nazionale. E in Regione Lombardia si apriva alla possibilità della "schiscetta" da casa.

Poco dopo scoppia il caso di "Bella Ciao", vietata per i festeggiamenti della Liberazione del 25 aprile 2016 perché, secondo l'assessore leghista Giacomo Di Capua (che meno di un anno dopo si dimetterà dalla giunta e passerà a Forza Italia), troppo legata ai partigiani, che «fecero errori e uccisero delle persone». L'amministrazione trasmette alla banda musicale la scaletta (rigorosa) della musica da suonare: il Piave, Valsesia, La ritirata, 33, Sventola il Tricolore e La bandiera dei tre colori. La risposta del paese? Durante il corteo i partecipanti intonano "Bella Ciao" senza musica.

... e il caso del Festival dello Stocco

Nell'autunno del 2016 è la volta del Festival dello Stocco di Mammola. Riassunto breve: l'amministrazione concede il patrocinio a due giorni di festa a base della specialità calabrese. Sulla locandina, però, oltre alla "firma" di due assessori corsichesi (tra cui lo stesso Giacomo Di Capua del caso "Bella Ciao") appare anche il nome (e il numero di telefono) di Vincenzo Musitano, panettiere con un piccolo, insignificante precedente penale, ma con due fratelli pesantemente coinvolti, in passato, in inchieste sulla 'ndrangheta. E genero di Giuseppe Perre "Maistru". 

Musitano, secondo quanto riferito dall'organizzatore (un'azienda calabrese), avrebbe dovuto semplicemente gestire le prenotazioni ai tavoli. Ma questa spiegazione non basta. L'opposizione scatena un putiferio e i carabinieri mandano una segnalazione alla prefettura; poche ore dopo Errante annulla il festival. Tutto rientrato?

Per niente, perché poi accade l'incredibile: il 20 ottobre, durante un drammatico consiglio comunale dedicato interamente alla vicenda del festival, due consiglieri di centrosinistra (Maria Ferrucci e Roberto Masiero) vengono ripetutamente interrotti da persone presenti tra il pubblico, soprattutto quando pronunciano la parola 'ndrangheta, come se qualcuno ne negasse la presenza a Corsico. E alcune donne presenti dal pubblico, chiedendo alla polizia locale di essere scortate fuori, riferiscono d'avere ricevuto la minaccia del segno del taglio della gola. «Un messaggio chiaro: in città non si deve parlare di 'ndrangheta», il commento di Masiero. 

Corsico: centinaia di persone al presidio contro la 'ndrangheta

Più in là, a novembre, un'aula più tranquilla approva all'unanimità l'istituzione di una commissione d'indagine per delineare tutte le tappe della vicenda del Festival dello Stocco. E l'inevitabile conseguenza politica: giunta azzerata, tranne soltanto la vicesindaco che, però, si era appena insediata.

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