Don Rigoldi: "Formigoni? Se resta, commette peccato"

Il cappellano del Beccaria chiede un passo indietro alla giunta. "E' impresentabile, a disagio come cattolico e cittadino". E su Zambetti: "Non avrei mai pensato, era efficiente e capace di ascolto"

Don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria, non la manda a dire al presidente Formigoni, cattolico come lui. "Per un credente restare significa fare peccato", ammonisce in una intervista al Messaggero. Secondo il sacerdote, "una figura istituzionale del genere è anche un modello. Purtroppo, al di là delle sue responsabilità, le ultime vicende fanno sì che la funzione educativa di questa giunta non sia più percepita come tale".

Continua don Rigoldi: "Io per primo come cattolico e cittadino sono a disagio. La giunta è diventata impresentabile".

E su Zambetti esprime sconcerto: "Pensare che lo conosco, ha collaborato con noi per la visita del papa. E' stato efficiente e capace di grande ascolto. Non avrei mai immaginato".

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