Ballottaggi 2017, sconfitta del centrosinistra: persa anche la roccaforte di Sesto

La debacle nazionale del centrosinistra si è riprodotta anche nel Milanese. Ecco tutti i risultati

Roberto Di Stefano, neo sindaco di Sesto San Giovanni, festeggia in piazza

Debacle del centrosinistra, alle comunali del 2017, anche nel Milanese. Su dodici Comuni al ballottaggio, cinque vanno al centrosinistra, sei al centrodestra e uno ad una coalizione di liste civiche. E' una netta sconfitta, lo ammette anche il segretario del Pd Pietro Bussolati. Non è una consolazione lo straordinario risultato del sindaco uscente di San Donato Milanese, Andrea Checchi, con il 67,86% dei consensi. Né lo "strappo" di Melegnano, unico caso in provincia di un Comune che passa dal centrodestra al centrosinistra. 

Anche perché brucia, in particolare, la sconfitta di Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia. Monica Chittò, sindaco uscente, consegna la settima città lombarda al centrodestra per la prima volta nella storia democratica. Roberto Di Stefano, di Forza Italia, è il nuovo sindaco della città a nord di Milano, "aiutato" dalla coalizione di centro di Gianpaolo Caponi (forte di oltre il 20% al primo turno), dalle difficoltà nazionali del centrosinistra, dal fatto che alcuni temi sono diventati importanti per una larga fetta di popolazione italiana e anche, si dice, da alcune divisioni nel Pd locale. Fatto sta che la sconfitta è netta: 58,63% contro 41,37%.

Il centrosinistra deve "passare" la fascia tricolore allo schieramento opposto anche a Legnano, Magenta e Senago. A Garbagnate Milanese stessa cosa, ma vince la sola Lega Nord, naturalmente con i voti del resto del centrodestra al ballottaggio. Il Pd si conferma alla guida di Cernusco sul Naviglio, Buccinasco e Vimodrone

Melzo è un caso a parte: la coalizione di liste civiche, tradizionalmente forte in città, si riprende lo scranno del primo cittadino contro il centrodestra. Così come è stato un caso a parte quello di Abbiategrasso: per poche manciate di voti, vince il centrodestra con un candidato sindaco autorevole e stimato, Cesare Nai, presidente uscente di Fondazione per Leggere (il sistema bibliotecario della zona). L'avversario era l'agguerrito Domenico Finiguerra, noto per essere stato per dieci anni sindaco civico-ecologista di Cassinetta di Lugagnano, da cui aveva guidato le "città a consumo zero del territorio".

Il centrosinistra nazionale si interrogherà ora sulle ragioni di una sconfitta complessiva che va a toccare ogni parte d'Italia, comprese città tradizionalmente "rosse" come Genova (la sfida più significativa di questa tornata), Piacenza, La Spezia, L'Aquila. Carrara, Pistoia e altre. Matteo Salvini, in un recente tour elettorale in Liguria, aveva pronosticato che «se cadono Genova e La Spezia, cade il governo». Le due città liguri sono cadute. Per il premier Paolo Gentiloni e il segretario del Pd Matteo Renzi sono ore difficilissime. 

«Abbiamo conquistato diciannove sindaci in Lombardia al primo turno e ora abbiamo vinto quasi ovunque», dichiara soddisfatto Paolo Grimoldi, segretario regionale lombardo della Lega Nord citando Lodi, Legnano, Mortara, Tradate, Garbagnate, Magenta, Senago e Castiglione delle Stiviere: «I cittadini hanno premiato le nostre proposte di buon governo che mettono al primo posto sempre e comunque i nostri cittadini e il nostro territorio. Siamo il traino del centrodestra».

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