"Tu rappresenti il vecchio": "No, tu". Se il ballottaggio spara le cartucce sul 'vintage'

Scampoli di campagna da Matrix. Il confronto, ai punti, stavolta lo vince Sala. Preciso su periferie e sgomberi, becca più volte Parisi sulle promesse ("Dove li trovi i 200 milioni di euro da tagliare in tasse?"). Qualche "stai zitto", "non prendere per il c... la gente", poi torna il (solito) fairplay

Sala a sinistra e Parisi in collegamento da Matrix di Luca Telese

Dopo la canonica ospitata a Porta a Porta, arriva mercoledì sera per Beppe Sala (centrosinistra) e Stefano Parisi (centrodestra) il contraltare del Biscione a Matrix, nel programma condotto da Luca Telese, a pochi giorni dal ballottaggio di domenica. Toni frizzantini, come da un po' di tempo a questa parte. Un po' di "stai zitto", "non fare il fenomeno", "non prendiamo per il c... la gente", fino alla pacificazione con il (quasi) fairplay finale. Il confronto probabilmente ai punti, stavolta, lo vince Sala. Parisi è apparso meno tagliente del solito, mentre Mr Expo ha via via acquistato cattiveria e limato le indecisioni che hanno caratterizzato le performance in Sky e Rai.

In studio c'è anche l'editorialista del Corriere Aldo Cazzullo. E' chiaro fin da subito che entrambi sfumano di aura "vecchia" l'avversario. Si gioca tutto qui. Ed è un continuo ricordarlo agli elettori. Sala è propaggine e versione 2.0 della "giunta passata" (ma il manager non lo nega, e continua a elogiare e ricordare l'operato di Giuliano Pisapia, oltre a negare di aver mai criticato chi l'aveva voluto a Palazzo Marino, Letizia Moratti), con i "vecchi" assessori ancora candidati; Parisi ha lavorato con "Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Silvio Berlusconi" e avrà "Gabriele Albertini come assessore". Idem come sopra: nemmeno lui nega nulla, anzi ("Non sono come Matteo Renzi che vuole rottamare tutto, bisogna avere il coraggio della propria esperienza, e penso di avere buona esperienza. Non rinnego niente, non ti permettere di commentare il mio cv, zitto", ringhia). 

Nel dibattito si toccano temi toccati e stratoccati durante la campagna. L'ex ad di Pirelli attacca Sala sulla gestione economica in programma ("Parisi parla del taglio di tasse indiscriminato. Ma i 200 milioni che vuole tagliare, dove li troverà? Taglia i servizi?") e Parisi risponde sull'aumento di tasse: "La giunta ha aumentato le tasse del 120%, 1.300 milioni, rispetto ai circa 600 milioni di Letizia Moratti. L'addizionale Irpef prima non c'era mai stata. La situazione è stata creata sia da Renzi sia dalla giunta Pisapia". Sala sorride sarcastico: "Le tasse locali sono più basse di Napoli, Bologna, Torino, Roma, secondo Unioncamere. Quale città italiana non ha l'addizionale Irpef?". E dà la sferzata: "Pensaci bene prima di fare il brillante, prima di dire che io ero in fabbrica mentre tu in amministrazione pubblica, è facile fare gli splendidi". 

Si calpesta con nonchalance la solita polemica Expo (Sala: "Basta con questa storia del bilancio, sono stufo. E' pubblicato e basta, basta vedere. E abbi l'onesta intellettuale di dirmi che senza di me Expo mai avrebbe aperto il 1 maggio") poi si vira sul tema forte della sera, la povertà e gli sgomberi. Famiglie oneste in disagio sociale che sono private della casa perchè qualcuno la occupa.

Rabbia su rabbiaMatrix mostra alcuni servizi - e, soprattutto, la pesante eredità di centinaia di alloggi sfitti che non si riescono ad assegnare. Aumentando così il racket dell'illegalità e delle assegnazioni fai da te. Parisi, qui, stranamente è abbastanza blando. Non dà riferimenti concreti e si limita a constatare il problema con qualche ovvietà destrorsa: "Io non ho mai detto che è una responsabilità che nasce con Pisapia. Sia le case Aler che Mm non sono state gestite bene. C'è un'ampia Milano che non sorride. La sfiducia nell'attuale amministrazione è molto alta. Non è colpa di Pisapia o Maroni. La sinistra a Milano lascia che i centri sociali si frappongano. E' evidente la loro affinità politica, con lunghi dibattiti interni. Bisogna prima affermare un principio: le case vanno liberate". 

Sala graffia di più. Delinea un quadro preciso, conscio della problematica. E chiosa: "Come si fa a dare la colpa all'ultima giunta sulle occupazioni, non pigliamo per il... la gente, è una situazione che si è creata negli anni. Le case per il maggior numero occupate sono di Aler, della Regione". E ancora: "La giunta di Pisapia ha fatto migliaia di sgomberi. Ben più di Riccardo De Corato. Punto fondante del mio programma sono 100 milioni di euro per sistemare il degrado. 30 milioni di euro, invece, per assegnare rapidamente le case sfitte. Io ho sempre detto che mi terrò la delega sulle periferie. E se sarò sindaco voglio essere ricordato per uno che ha messo mano alle periferie". 

Qua sostanzialmente finisce il match. Meglio Sala, forse, si diceva. I due tornano a fare i gentlemen e non si sbilanciano sul ballottaggio (nessuna frase roboante "Quando sarò sindaco" ma "Vedremo domenica sera", dicono entrambi con scaramanzia evidente). L'ultimo flash: cosa invida Parisi a Sala? "L'endorsement di Adriano Celentano, autore di canzoni così belle", sorride. 

Il 19 si saprà se quello del Molleggiato era l'appoggio al nuovo sindaco. 

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