Elezioni a Milano, Giuseppe Sala al teatro Strehler: "Voglio riaprire i Navigli"

Sala ha tracciato, nel suo primo vero discorso da politico, il contorno della sua idea di città davanti a un migliaio di persone

Sala

Che sognasse di riaprire la cerchia interna dei Navigli lo aveva già scritto nel suo libro "Milano sull'acqua. Ieri, oggi e domani", ma allora era solo il commissario di Expo 2015. Oggi Giuseppe Sala è candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano e quel progetto "né nostalgico né utopistico" è il pezzo forte di un programma elettorale che punta tutto sulle sue capacità di manager capace di fare rete, tanto nel trovare risorse per le periferie e l'edilizia popolare, quanto nei progetti di sviluppo per i giovani, le imprese, gli anziani e la cultura. Lo ha sottolineato dal palco del teatro Strehler, dove ha tracciato, nel suo primo vero discorso da politico, il contorno della sua idea di città davanti a un migliaio di persone.

"Balzani, Ianetta e Majorino", ha detto Sala, sono tutti "candidati seri e preparati con i quali mi onoro di competere, poi penso di essere la migliore garanzia per vincere" le elezioni di giugno. "Non ho la soluzione a ogni problema, ma penso di essere la persona giusta - ha continuato dopo avere premesso di affacciarsi alla politica con grande umiltà e consapevolezza dei propri mezzi - per ascoltare e poi guidare" come fanno i manager. Una rivendicazione del suo passato di uomo azienda alla quale ha però aggiunto citazioni di Antonio Gramsci, dell'economista keneddiano John Galbraith, di Carlo Maria Martini e della storia partigiana di Milano, medaglia d'oro alla Resistenza.

Quanto al programma l'impegno più importante è quello sulla riapertura della antica via d'acqua che per secoli ha collegato la Martesana con la Darsena. "Se vincerò le primarie - ha detto Sala - ci impegneremo, fra le altre cose, a studiare a fondo la possibilità di riaprire i Navigli. Di certo non lo faremo da soli, tanti l'hanno già studiata". Di sicuro il commissario Expo ha già pronta la risposta a chi risponderà che si tratta di un sogno impossibile: "Ho appena finito una cosuccia - ha proseguito riferendosi all'esposizione universale - che mi dicevano che non si poteva fare".

Ad applaudirlo in platea c'erano molte persone conosciute durante l'esperienza di Expo, come il filosofo Salvatore Veca e l'attore Antonio Albanese, ma anche molti politici, dal ministro delle politiche agricole Maurizio Martina al renziano sindaco di Bergamo Giorgio Gori, fino all'ex assessore della giunta Albertini Sergio Scalpelli. Per il mondo del sociale ha parlato, attraverso un video, don Gino Rigoldi, secondo il quale Sala è uomo "coraggioso, generoso e con grandi competenze di organizzazione e armonizzazione". Ad accompagnare la chiusura del sipario sono state le note del "Inno alla gioia" di Beethoven seguite da "With or without you" degli U2. Una colonna sonora curata personalmente dal 57enne Sala, che ha inserito nella playlist anche brani dei Doors, di David Bowie, di Vasco Rossi e Lucio Dalla.

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