Sumaya, la candidata del Pd sotto accusa di integralismo: Sala la difende

"E' una nostra scelta e ci aiuterà a dialogare con i musulmani che vivono a Milano", ha affermato Sala a Telelombardia

Sumaya Abdel Qader con Majorino (foto Fb)

Sumaya Abdel Qader fa discutere: con poco più di mille voti, sarebbe eletta in consiglio comunale per il Partito democratico qualora Giuseppe Sala diventasse sindaco di Milano. Ma la candidata musulmana del Pd è sotto l'occhio del ciclone. Prima era stata accusata di vicinanza con i Fratelli Musulmani, poi è stata resa pubblica la notizia che sua madre, su Facebook, aveva postato - nel 2014 - una fotografia inneggiante a un gruppo considerato braccio militare di Hamas, in Palestina, e nella lista "nera" delle organizzazioni terroristiche.

Inevitabile il "fuoco" sul centrosinistra. Non soltanto da parte degli avversari che sostengono Stefano Parisi: molti dubbi provengono anche da elettori del Pd, soprattutto quelli di area filo-israeliana. A leggere Facebook sembra evidente che non poche persone stiano decidendo di non sostenere Sala al ballottaggio per via della candidatura di Abdel Qader.

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Giuseppe Sala l'ha però difesa, giovedì mattina, intervistato da Telelombardia. «Sumaya ci aiuterà nel dialogo con 70-80 mila musulmani che vivono a Milano. Abbiamo fatto una scelta su una persona che a sua volta è stata minacciata da integralisti islamici. La comunità musulmana è molto numerosa e dobbiamo attuare una qualche forma di dialogo», ha affermato il candidato di centrosinistra.

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